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Pubblica Amministrazione, il boom della burocrazia difensiva

La burocrazia come atto di difesa. Magari non legittima, ma comunque efficace. Il 62% dei dipendenti pubblici dice che negli ultimi anni tra riforme, controriforme e relativi decreti attuativi, le regole da seguire in ufficio sono cambiate troppo spesso. E che il risultato è stato opposto a quello voluto: gli statali d’Italia sono convinti ancora più di prima che solo non facendo possono evitare rischi. Lo sostiene un sondaggio realizzato tra 1.800 lavoratori del settore pubblico dal Forum della Pubblica Amministrazione, evento che si terrà a Roma dal 23 al 25 maggio.
Ma che cos’è, in concreto, la burocrazia difensiva? Pretendere un doppio canale, digitale ma anche cartaceo, per i documenti perché «non si sa mai». Chiedere un’infinità di pareri prima di prendere una decisione e poi rimandare comunque la palla al superiore, senza muovere una carta senza indicazioni esplicite. Non usare le banche dati ma chiedere ai cittadini informazioni che gli uffici hanno già nei propri archivi.E così via, difendendosi tra un timbro e un bollo…

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