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Pubblica Amministrazione digitale, passi spediti verso l’’obiettivo “cittadinanza”

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Favorire l’uso da parte dei cittadini delle nuove tecnologie per rapportarsi con la Pubblica Amministrazione, la quale deve accelerare nella migrazione al digitale. È l’obiettivo principe del decreto legislativo approvato in via definitiva poco prima di Ferragosto dal Consiglio dei ministri in attuazione della Riforma della Pubblica Amministrazione. Nasce di fatto la cittadinanza digitale, da attuare mediante i concetti di identità e domicilio digitali. 

Come riporta il comunicato stampa di Palazzo Chigi “Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo recante norme di attuazione dell’articolo 1 della legge 7 agosto 2015, n. 124, recante modifica e integrazione del codice dell’amministrazione digitale (CAD) di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. Nello specifico il cambiamento strutturale del rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione è affidato a un’identità digitale, attraverso cui accedere e utilizzare i servizi erogati in rete dalle pubbliche amministrazioni, e al domicilio digitale (SPID), in collegamento con l’anagrafe della popolazione residente. SPID sarà l’identificativo con cui un cittadino si farà riconoscere dalla pubblica amministrazione, mentre il domicilio digitale sarà l’indirizzo on line al quale potrà essere raggiunto dalle pubbliche amministrazioni. Sono stati recepiti gran parte dei suggerimenti della Conferenza unificata e del Consiglio di Stato e sono state integralmente accolte le condizioni contenute nei pareri delle Commissioni parlamentari”.

Consulta la Pagina speciale deicata a tutti i decreti attuativi della Riforma della Pubblica Amministrazione targata Governo Renzi.

Il decreto sancisce un importante passo in avanti effettuando tuttavia un piccolo stop dal punto di vista procedurale: vengo infatti sospese le regole tecniche dettate dal D.P.C.M. 13 novembre 2014, che stabilivano l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di formare, già all’origine, documenti solo in formato digitaleL’obbligo sarebbe dovuto scattare lo scorso 12 agosto: ora il rinvio che si configura con un vero e proprio slittamento che con tutta probabilità sposterà il tutto a fine anno ( il decreto ha spostato di quattro mesi il termine per riscrivere le regole tecniche).

In questo lasso di tempo a Palazzo Chigi sarà istituita la Conferenza permanente per l’innovazione tecnologica, con compiti di supporto al Governo nell’elaborazione delle linee strategiche di indirizzo in materia di innovazione e digitalizzazione.

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