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Pronto intervento al Comune per le emergenze da Facebook

Negli uffici comunali è panico da Facebook. Ormai non passa giorno senza che sul tavolo dei dirigenti non giunga una segnalazione del sindaco su un problema da risolvere. Da quando Michele Emiliano utilizza l’agorà virtuale del social network più famoso del mondo per risolvere problemi reali, le giornate lavorative dei dipendenti sono diventate movimentate, se non proprio frenetiche. Dal marciapiede rotto al semaforo spento, il primo cittadino annota diligentemente le segnalazioni dei propri concittadini che gli giungono sul suo profilo su Facebook e le gira prontamente agli uffici. «Provvedere subito, grazie», recita laconicamente il messaggio che arriva – naturalmente per posta elettronica – ai dirigenti responsabili dei singoli settori. Finora il nuovo sistema ha funzionato quasi sempre. Per esempio, il Comune ha cancellato a tempo di record la vergogna del busto di Aldo Moro, nell’omonima piazza davanti alla stazione centrale, ricoperto da escrementi di piccioni, così come segnalato da un lettore a Repubblica. Detto, fatto. Il monumento dedicato allo statista dc ucciso dalle Brigate rosse è tornato come nuovo. Lo stesso è avvenuto per tanti altri piccoli inconvenienti segnalati al primo cittadino attraverso il social network. L’unico settore nel quale Michele Emiliano non è riuscito ancora a incidere è quello del traffico. Nonostante l’installazione sulle auto della polizia municipale di telecamere per filmare e multare chi parcheggia in doppia fila, la cattiva usanza è dura a morire. E se nel quartiere murattiano c’è almeno chi ha il timore di essere sanzionato, in altre zone, come il contiguo rione Libertà, gli habitué della doppia e anche tripla fila continuano a spadroneggiare indisturbati. Non è che nessuno non l’abbia mai segnalato al sindaco. Più semplicemente, non è facile come ripulire una statua sporca o cambiare una lampadina. Facebook non fa miracoli.

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