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Pronti all’invio 2.200 enti

Duemiladuecento comuni pronti a partire con lo sportello unico telematico. A ieri erano 3835 i comuni che hanno inviato al ministero dello sviluppo economico l’istanza e si sono resi disponibili alla gestione dello sportello in propria autonomia. Le domande sono al vaglio del ministero dello sviluppo economico e al 28 marzo sono stati 2.200 quelli che hanno avuto l’ok per iniziare. Da oggi dunque partirà il procedimento amministrativo di competenza dello sportello unico: quello automatizzato o con Scia (segnalazione certificata di inizio attività. L’avvio dello sportello unico riguarderà tanto i comuni autonomi, che costituiranno il Suap comunale sia quelli che si avvarranno del supporto della camera di commercio per il territorio, Suap camerale. Il comune resta titolare della funzione amministrativa del Suap, anche in caso di delega, responsabile del procedimento sarà il segretario comunale nei casi in cui il comune non abbia individuato altro soggetto a cui conferire l’incarico. Le camere di commercio saranno l’interfaccia uniche verso le imprese per la ricezione e per la gestione delle pratiche di competenza dei comuni deleganti. La camera dovrà rendere disponibile, a beneficio delle imprese, il front office telematico per conto dei comuni che non si sono accreditati (l’insieme delle funzioni sul web che consentiranno all’impresa di compilare, firmare digitalmente e inoltrare una pratica al Suap); inoltrare la pratica ricevuta, per via telematica, all’amministrazione comunale competente e alle altre amministrazioni eventualmente coinvolte; gestire le comunicazioni e gli atti che gli enti competenti, per il tramite del Suap, devono eventualmente trasmettere al-l’impresa (richieste di integrazione documentale o di conformazione, pareri, nulla osta, autorizzazioni, atti di interdizione, e via dicendo) inoltrare comunicazioni e atti all’impresa per via telematica. Si tratta dunque di un coinvolgimento prevalentemente connesso alla ricezione e smistamento di pratiche tra soggetti privati (impresa, intermediario o Agenzia per le imprese) e pubbliche amministrazioni competenti (comune, enti terzi). Il comune sarà messo nelle condizioni di accedere a un’area ad esso riservata (scrivania virtuale), in cui potrà autonomamente gestire le informazioni e le pratiche ricevute di propria competenza. L’informatizzazione del Suap sposta quindi sul web la funzione informativa che, fino ad oggi, è stata svolta come «sportello fisico»: l’impresa troverà sul web le informazioni di riferimento per l’esercizio (o l’impianto) di un’attività economica, ivi compresi i procedimenti amministrativi e le relative modulistiche. Il comune resta poi titolare della funzione amministrativa e, una volta ricevuta (o prelevata) la pratica di competenza dal sistema informatico, la tratterà con gli strumenti di back office di cui già dispone. I Suap (previsti dalla legge nel 1998 e mai attuati), sono di competenza comunale e svolgono il ruolo di interlocutore unico delle imprese, in nome e per conto di tutti gli enti pubblici competenti nel rilascio di concessioni e autorizzazioni: il Suap infatti opera per il controllo dei tempi di chiusura dei procedimenti, assiste le imprese nella comprensione degli adempimenti a loro carico, concerta l’operatività degli enti terzi che alle volte sono organismi territoriali (come le Asl o le Arpa), altre volte sono articolazioni periferiche dello Stato (i vigili del fuoco o le sovrintendenze), a volte autorità indipendenti (Magistrato delle acque).

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