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Progetto TRI-ICT: a Udine focus sull’energia intelligente

Il progetto Interreg Italia-Austria coinvolge le regioni confinanti del Friuli Venezia-Giulia e della Carinzia ed è coordinato da Friuli Innovazione di Udine, Bic Incubatori FVG di Trieste e Lakeside Labs (Austria), in partenariato con le Università di Udine, Trieste e Alpe-Adria di Klagenfurt e con il CReS, Centro Regionale dei Servizi per la Piccola e Media Impresa

Dal primo incontro, organizzato a Trieste in febbraio, sono emersi due temi forti per lo sviluppo futuro delle città intelligenti: la Smart Energy e la Smart Mobility. Il tema della ‘energia intelligente’ è stato quindi affrontato in una tavola rotonda che si è tenuta a Villach, Austria, il 28 aprile scorso.
La produzione, distribuzione e gestione intelligenti e sostenibili dell’energia sono una delle priorità assolute della nostra epoca. Ma che cosa significa realmente ‘smart energy’?  Innanzitutto, per essere veramente ‘smart’ l’energia deve poter essere misurata in modo appropriato. I metodi di misurazione sono essenziali per uno sviluppo intelligente dell’energia. E il fattore abilitante dei sistemi di misurazione intelligenti è la tecnologia, in particolare l’Ict. Tra gli esempi recenti di metrica e tecnologia applicate alle reti per renderle intelligenti, si pongono le Smart Grid. Su questo modello ideale le città, che di fatto sono insiemi di reti, si possono considerare come una sorta di paradigma per testare le applicazioni di Smart Energy e anche l’Unione Europea sta spingendo in questa direzione.
Nell’ambito del Piano SET, la Ue selezionerà 30 città europee che diventeranno pioniere di un modello di Smart Energy basato sulle Smart Grid e su material isolanti innovativi. Il cosiddetto ‘Piano SET’ traccia la strategia della EU per la promozione di soluzioni hi-tech contro il cambiamento climatico, con l’obiettivo di porre le aziende europee in una posizione di vantaggio in questa fase in cui il mondo sta passando a un modello energetico a basse emissioni. L’Unione ha già investito miliardi di euro in ricerca, per evitare che il vecchio continente rimanga indietro rispetto agli Stati Uniti, che stanno attualmente investendo qualcosa come 777 milioni di dollari in ricerca energetica.

La Smart Energy nel contesto Smart Cities
Innanzitutto, è importante individuare quali azioni sono effettivamente “smart” nell’utilizzo dell’energia. È su questa base che si possono delineare le caratteristiche di una futura Smart Energy City e individuare le metodologie per misurare il grado di ‘smartness’ di una città. È importante anche identificare e coinvolgere tutti gli stakeholder che devono partecipare al processo verso una Smart Energy City: enti pubblici, aziende, comuni e altri enti locali, ecc. Al contempo, occorre definire le azioni da intraprendere per attrarre e coinvolgere tali stakeholder. Infine, è importante definire anche in che modo progettare il processo di sviluppo di una  Smart City e come misurare il successo o il fallimento di ogni azione intrapresa.
A quest’ultima esigenza rispondono, almeno in parte,  la metodologia e gli obiettivi specifici dello studio “Smart cities: ranking of European medium-sized cities”, condotto in collaborazione da team di ricercatori delle Università tecniche di Vienna, Lubiana e Delft nel 2007. L’originalità dello studio sta nel fatto che il benchmark ha interessato le città europee di medie dimensioni, a differenza delle altre iniziative simili che hanno focalizzato quasi sempre la ricerca sulle grandi metropoli. Secondo la definizione del professor Rudolf Giffinger, dell’Università di Vienna, una Smart City è una città che presenta buone performance nell’affrontare in modo innovativo sei aree principali: Smart Economy, Smart People, Smart Governance, Smart Mobility, Smart Environment e Smart Living. L’area Smart Economy include fattori che riguardano la competitività economica come l’innovazione, l’imprenditorialità, la capacità di registrare marchi e brevetti, la produttività e la flessibilità del mercato del lavoro, oltre all’integrazione nei mercati nazionali e internazionali. L’area Smart People viene definita non solo dal livello di qualificazione o istruzione dei cittadini, ma anche dalla qualità delle interazioni sociali che riguardano l’integrazione dei singoli nella vita pubblica e l’apertura verso il mondo esterno. La Smart Governance comprende aspetti di partecipazione politica, oltre ai servizi per i cittadini come il funzionamento delle amministrazioni. L’accessibilità locale e internazionale è invece l’aspetto importante della Smart Mobility insieme con la disponibilità di tecnologie Ict e sistemi di trasporto moderni e sostenibili. L’area Smart Environment è descritta da condizioni ambientali attrattive (dal clima alla quantità di spazi verdi, ecc.), inquinamento e gestione delle risorse naturali, e anche dal grado di impegno nella protezione ambientale. Infine, lo Smart Living comprende vari aspetti della qualità di vita come cultura, salute, sicurezza, qualità e disponibilità di abitazioni, turismo ecc.. Benché la ricerca non prenda in considerazione in modo diretto e specifico la gestione dell’energia, da alcuni dei suoi ambiti (in particolare lo Smart Environment) la Smart Energy emerge implicitamente come una importante componente nello sviluppo globale di una Smart City. L’energia, infatti, coinvolge direttamente molti fattori essenziali per la ‘smartness’ complessiva di una città, ad esempio i livelli di inquinamento o i costi energetici, che contribuiscono a una parte consistente di quella qualità di vita che una Smart City dovrebbe assicurare. La Smart Energy è il prerequisito per sistemi di trasporto più intelligenti e per la sostenibilità ambientale, fattori chiave di successo di una Smart City.

Cosa si può fare sul territorio
Quali sono dunque le azioni che le diverse realtà possono intraprendere a livello territoriale e locale? E quali le esperienze che possono portare due regioni di confine come Carinzia e Friuli Venezia-Giulia, simili per tante caratteristiche socioeconomiche e ambientali, ma diverse per i contesti nazionali in cui si trovano? Il Piano 2008-2013 della Regione Friuli Venezia, illustrato durante la tavola rotonda di Villach per quanto riguarda i temi dell’energia dal Direttore Centrale Ambiente e Lavori Pubblici Roberto Della Torre, punta su alcuni obiettivi specifici quali l’attuazione efficace del Piano Energetico Regionale, la formulazione e implementazione di una strategia di efficienza energetica e nel riscaldamento, il potenziamento delle infrastrutture energetiche e un incremento nell’uso di fonti rinnovabili. In Friuli Venezia Giulia, con i fondi strutturali Ue 2000-2006 sono stati finanziati due progetti pilota sulle energie rinnovabili. Il primo è focalizzato sull’implementazione di impianti di riscaldamento e produzione energetica che utilizzano biomasse di origine forestale e ha un valore di circa 10 milioni di euro. Il secondo punta allo sfruttamento delle fonti geotermiche per un valore di 2,4 milioni.
Dal canto suo, l’Agenzia Energetica Austriaca EEA punta in quest’ambito soprattutto sulla collaborazione con gli enti locali, per condividere standard e parametri più adeguati e diffondere le buone pratiche. In particolare, EEA assiste gli enti territoriali nell’implementazione a livello regionale e locale delle linee guida europee, dall’altro lato, rappresenta presso il governo nazionale le istanze e le esigenze delle comunità locali, aiutando le autorità centrali ad adottare le politiche più appropriate. Per incrementare la condivisione, l’Austria ha lanciato e-5, un programma di certificazione che premia le comunità efficienti dal punto di vista energetico sulla base di 87 parametri e 500 indicatori di efficienza. Attualmente e-5 è un programma nazionale austriaco, ma equivalenti esistono in Svizzera e Germania nell’ambito dei programmi europei European Energy Award e Forum European Energy Award, che fanno tutti riferimento alla politica 20-20-20 dell’Unione Europea. Per quanto riguarda il nostro Paese, la possibilità di istituire un equivalente italiano è allo studio da parte di alcune realtà proprio del Friuli Venezia Giulia.

Le agenzie provinciali e gli sviluppi futuri
Tra gli enti più attivi in questa direzione vi è l’APE, Agenzia Provinciale per l’Energia di Udine che, essendo una delle primissime agenzie provinciali istituite nella Regione, rappresenta un riferimento a livello regionale per l’attuazione delle politiche europee. Il rappresentante di APE, Matteo Mazzolini, ha sottolineato durante l’incontro di Villach che si insiste troppo sui modi per produrre nuova energia, a scapito di quelli per risparmiar l’energia esistente. È importante invece bilanciare questi due aspetti e la conservazione dell’energia è una priorità per APE. L’Agenzia opera in comunità rurali anche molto piccole del Friuli e in questo contesto appare evidente che gli enti pubblici devono incrementare la condivisone di processi e metodologie tra loro e con le imprese private. Tra i campi di possibile cooperazione con la Carinzia vi sono la rendicontazione e l’inventario delle emissioni di CO2; lo sviluppo di software per l’approvvigionamento e la gestione dell’energia; le applicazioni smart grid; il trading energetico e la misurazione da remoto dei consumi energetici. Il Comune di Udine, dal canto suo, ha puntato molto sull’informazione ai cittadini per renderli più coinvolti e consapevoli delle iniziative di risparmio energetico.
Nella parte finale dell’incontro sono stati evidenziati alcuni punti chiave per gli sviluppi futuri come l’usabilità, la promozione di partenariati pubblico-privati e una suddivisione più razionale delle competenze. Le indicazioni per lo sviluppo di policy e linee guida per i progetti, emerse dalle tavole rotonde del progetto TRI ICT, saranno raccolte in un paper che sarà messo a disposizione di tutti gli interessati.

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