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Professionisti, tariffari in soffitta

Tariffe professionali rimesse esclusivamente alla contrattazione fra le parti. Numero dei notai destinato a raddoppiare. Tirocinio utile all’esercizio delle professioni da svolgere direttamente all’università. Dalle parole ai fatti, arrivano le liberalizzazioni del governo Monti. Dopo l’annuncio del sottosegretario alla presidenza del consiglio, Antonio Catricalà, è dunque pronta la prima bozza di provvedimento che potrebbe essere discussa e approvata in consiglio dei ministri prima del 20 gennaio. A distanza dei sei anni dalle prime lenzuolate di Bersani, dunque, per i professionisti si apre una nuova pagina dagli effetti ancora tutti da calcolare. Ma vediamo meglio di cosa stiamo parlando.
Tariffe. Il compenso del professionista sarà rimesso esclusivamente alla libera contrattazione fra le parti. Anche in caso di controversia, il giudice non potrà più fare alcun riferimento al tariffario (seppur non obbligatorio) stabilito dal consiglio nazionale di categoria. Scompare anche la previsione di sentire il parere dell’associazione professionale a cui il professionista è iscritto. Il giudice dunque deciderà secondo equità. Tutti i professionisti, inoltre, avranno l’obbligo di concordare in forma scritta con il cliente il preventivo per prestazione richiesta. La liberalizzazione Monti va dunque oltre quella approvata nel 2006 quando si decise di avrogare i minimi tariffari inderogabili. Lasciando tutto sommato alle categoria la possibilità di indicare dei parametri di riferimento. Oggi saltano anche quelli. Ma non solo. Gli avvocati e i consulenti tecnici avranno l’obbligo di depositare in udienza il preventivo unitamente all’atto di conferimento dell’incarico professionale.
Notai. Destinato a raddoppiare è il numero dei notai in esercizio. Il provvedimento, che va a modificare la legge 89 del 1913, prevede infatti che ci sia un professionista ogni 3.500 notai (anziché 7 mila). L’attuale pianta organica andrà revisionata entro sei mesi dall’approvazione della presente legge. Diversamente il numero dei notai sarà aumentato in automatico della metà. Fino alla copertura dei posti previsti saranno banditi due concorsi pubblici per 500 posti (si veda altro articolo a pag. 30). E poiché una previsione del genere è destinata ad alterare l’equilibrio dei conti della cassa di previdenza di categoria, la legge conferisce all’ente il compito di assicurare la tenuta dei bilanci senza nuovi oneri a carico della fiscalità generale.
Tirocinio. In funzione dell’autonomia conferita dalla legge 168 del 1989, le università potranno prevedere nei rispettivi statuti e regolamenti che il tirocinio ovvero la pratica, finalizzati all’iscrizione negli albi professionali, possano essere svolti contestualmente all’ultimo biennio di studi per il conseguimento del diploma di laurea specialista o magistrale. Il nuovo tirocinio saranno quindi equiparati a tutti gli effetti alla pratica svolta negli studi professionali. Rispetto al passato cambia che non servirà più una convenzione fra consiglio provinciale e ateneo (pratica comunque diffusa).
Confidi. In materia di patrimonializzazione dei Confidi, al capitale sociale degli stessi e delle banche potranno partecipare, anche in deroga alle disposizioni di legge che prevedono divieti o limiti di partecipazione, anche i liberi professionisti, le imprese non finanziarie di grandi dimensioni ed enti pubblici e privati.

 

 

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