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Prof precari la Regione garantisce lo stipendio

Tre milioni di euro, destinati ai precari della scuola che potranno contare su uno stipendio intero. È quanto mette a disposizione la Regione nei confronti di tutti quelli, che negli anni trascorsi hanno compiuto 24 mesi di servizio alle dipendenze delle scuole statali, ma che per i tagli non sono stati immessi in ruolo e rimarranno senza lavoro. L’iniziativa è rivolta ai precari aventi diritto all’assegno di “sostegno” dell’Inps, pari al 60% della retribuzione mensile. «Il resto, il 40%, ce lo mettiamo noi, in modo che ciascuno possa contare su uno stipendio intero – dice l’asses-sore alla Formazione, Sergio Rossetti -: attraverso progetti di utilizzo di quanti nei prossimi giorni non sarebbero confermati nel loro posto». Lo scorso anno erano 500 in tutta la Liguria, quest’anno i sindacalisti assicurano che la cifra sarà superata. Sul tavolo la Regione mette appunto 3 milioni di euro, provenienti dal Fondo Sociale Europeo, che nei diversi settori punta a impiegare i lavoratori temporanei. Il decreto 68 del 2009, infatti, attraverso un accordo tra il ministero dell’Istruzione e le Regioni, prevede l’assegno per la durata di un anno. Dal settembre 2009 fino al giugno 2010 in tutta la Liguria ne hanno goduto 500 precari: insegnanti, segretari, collaboratori amministrativi e tecnici, bidelli. E que-st’anno Corrado Artale, della Uil, prevede che si possa addirittura superare la medesima cifra. Nonostante le nomine in ruolo e quelle annuali siano aumentate per il personale docente: nel 2009 erano state 1700, per l’anno scolastico appena iniziato i quattro Uffici Scolastici Provinciali prevedono di firmarne 2300. Grazie ai 400 pensionamenti ed alle 141 cattedre in più che il Miur ha concesso sul sostegno agli handicappati. Il Liguria i tagli, infatti, colpiscono soprattutto il personale non insegnante: collaboratori amministrativi, tecnici e bidelli avrebbero una sforbiciata di almeno 200 unità. «Sotto il profilo politico la nostra iniziativa è un sostegno al mondo della scuola che vive una fase difficilissima per la riduzione del personale non insegnante e docente, e però dall’altra parte segna un aumento dei ragazzi nelle aule», ricorda l’assessore Rossetti. Secondo il disegno della Regione, gli iscritti nelle graduatorie speciali dei perdenti posto, stilate dalla Direzione Scolastica Regionale, potrebbero essere utilizzati attraverso progetti ed attività parascolastiche, «tranne che per l’insegnamento», sottolinea Rossetti: inserimento dei disabili e degli immigrati, collegamento e alternanza scuola-lavoro, offerta formativa, orientamento, attività sportive, azioni di tutela delle fasce deboli soprattutto nei quartieri di frontiera. Dovranno essere le scuole a presentare i piani, ed i lavoratori interessati potranno da subito dichiarare la loro disponibilità presso gli Uffici Scolastici Provinciali e le stesse scuole. La scadenza per le domande è prevista per la fine di settembre.

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