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Previsioni intermedie d’autunno: la ripresa rallenta

Quello che ne emerge è che la crescita economica nell’UE ha subito un rallentamento. Dopo la forte crescita nel primo trimestre del 2011, il secondo trimestre registra una minore espansione del PIL. La crescita del PIL dovrebbe rimanere debole nel secondo semestre per giungere prossima alla stasi alla fine dell’anno. È ora probabile che il rallentamento previsto nelle previsioni di primavera si aggravi, senza tuttavia che si giunga ad una doppia recessione. Grazie a risultati migliori del previsto nel primo trimestre, la crescita annua è tuttora stimata all’1,6% nell’area dell’euro e all’1,7% nell’UE. Tuttavia, le previsioni di crescita per il secondo semestre dell’anno sono state riviste notevolmente al ribasso, di circa ½ punto percentuale per l’area dell’euro e per l’UE rispetto alle previsioni di primavera della Commissione. Inoltre, le prospettive attuali sono incerte e molti sono i rischi che pesano sulle previsioni. Le previsioni intermedie d’autunno prevedono un andamento del PIL italiano del 0,7%, in diminuzione rispetto alle previsioni di primavera (maggio 2011) con il loro 1%.
Il commissario UE per gli Affari economici e monetari Olli Rehn ha dichiarato: “Le previsioni per l’economia europea si sono deteriorate. La ripresa che segue una crisi finanziaria è spesso lenta e irta di ostacoli. Inoltre, l’economia dell’UE risente di un contesto esterno più difficile, mentre la domanda interna rimane debole. La crisi del debito sovrano si è aggravata e le turbolenze sui mercati finanziari sono destinate a frenare l’economia reale. Per avviare la ripresa è fondamentale salvaguardare la stabilità finanziaria e mettere i bilanci su un percorso che non lasci dubbi sulla sua sostenibilità. Ciò richiede costanza nel proseguimento della strategia di un risanamento di bilancio che sia differenziato e favorevole alla crescita e nell’attuazione delle decisioni di sostenere la stabilità finanziaria. Allo stesso tempo le riforme strutturali sono più importanti che mai per creare il futuro potenziale di crescita”.

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