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Prestigiacomo: “Rimuovere il segreto di Stato sul Sistri”

Il Ministro Prestigiacomo ha chiesto alla Presidenza del Consiglio di rimuovere il segreto di stato sul Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali che sta per entrare in funzione. Lo ha reso noto lo stesso Ministro dell’Ambiente rispondendo ad un interrogazione parlamentare nel corso del “question time” del 30 settembre scorso alla Camera.

Sintesi dell’intervento del Ministro:

Il Sistri è nato con il Governo Prodi, ed in particolare con la legge finanziaria del 2007 che mise a disposizione uno stanziamento di 5 milioni di euro per la realizzazione di un “sistema integrato per il controllo e la tracciabilità dei rifiuti”. Nel febbraio del 2007, il precedente Ministro dell’Ambiente ha segretato il progetto, perché lo ritenne strategico per la sicurezza nazionale in ragione della diffusa presenza della criminalità organizzata nell’ambito dello smaltimento dei rifiuti. Successivamente, sempre il precedente Ministro dell’Ambiente, modificò il Testo Unico Ambientale, prevedendo l’obbligo per tutte le categorie della filiera del rifiuto (produttori, intermediari, trasportatori, smaltitori e recuperatori) di installare apparecchiature elettroniche per la tracciabilità dei rifiuti, pur dovendo continuare ad osservare il vecchio sistema cartaceo (formulario dei rifiuti, registro di carico e scarico e modello unico di dichiarazione ambientale).

L’attuale Governo, preso atto di questa importante iniziativa, dopo aver riesaminato complessivamente la materia ha perfezionato, nel settembre del 2008, l’apposizione del segreto ed ha emanato i diversi decreti attuativi, confrontandosi costantemente con le più importanti organizzazioni imprenditoriali. Va precisato che la scelta dell’Operatore era stata già effettuata dal precedente Governo e, in ragione della sua affidabilità, è stata confermata. Certamente il mondo del racket dei rifiuti, la camorra e le ecomafie, non possono essere contenti che finalmente lo Stato – con le Forze dell’Ordine a cui è affidata la gestione del SISTRI – potranno acquisire i dati sulla filiera dei rifiuti in tempo reale, per prevenire e reprimere le illegalità che in questo settore sono diffuse e molto pericolose; ricordo che stiamo parlando di circa 140 milioni di tonnellate di rifiuti speciali che vengono prodotte ogni anno in Italia, di cui il 10% pericolose, e cioè 14 milioni di tonnellate che, se non correttamente gestite, costituiscono un gravissimo pericolo per la salute dei cittadini e per l’ambiente (mi riferisco al cromo esavalente, all’arsenico, al mercurio, ecc…). E’ normale che quando parte un Sistema innovativo, come è il SISTRI, si creino, resistenze al cambiamento di consuetudini acquisite, pure onerose, sulla cui esigenza di semplificazione forte è stata la richiesta.

Il Governo ha avuto il coraggio di eliminare un sistema cartaceo (formulario dei rifiuti, registro di carico e scarico e MUD) farraginoso che penalizzava tutto il nostro sistema produttivo e totalmente inutile ai fini di un reale controllo del sistema. Tuttavia, consapevoli che una fase di transizione può essere utile ad un più sereno avvio del Sistri, ho emanato un nuovo decreto che rende graduale l’entrata in vigore del sistema. Vi è un netto risparmio per le imprese. Il Ministero della Pubblica Amministrazione e dell’Innovazione ha valutato nel “Primo rapporto 2007-2008: misurazione e riduzione onere amministrativi” una spesa di 671 milioni di euro a carico delle imprese piccole e medie) per la predisposizione del sistema cartaceo ambientale. Il SISTRI ha ridotto questi oneri, abbattendoli dal 50% all’ 80 %. Poiché la compiuta realizzazione della struttura tecnica del progetto Sistri, a mio avviso, fa oggi venire meno i paventati rischi di infiltrazione criminale e di attentati al sistema, ho richiesto alla Presidenza del Consiglio di rimuovere il segreto di Stato in modo da rendere pienamente trasparente tutto il processo.

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