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Premio a buone pratiche contro i rifiuti: iniziativa di Legambiente e Federambiente patrocinata da Ministero dell’ambiente

I pannolini che non si buttano ma che si lavano, le lavastoviglie a noleggio, il recupero dei pasti non consumati nelle mense e del cibo prossimo alla scadenza nei supermercati, acqua del rubinetto invece delle bottigliette. Sono soltanto alcune delle buone pratiche messe in campo dai vincitori del primo premio nazionale sulla prevenzione dei rifiuti, promosso da Federambiente e Legambiente e patrocinato dal Ministero dell’ambiente.

Tra i vincitori del premio, suddivisi per categoria (pubblica amministrazione, imprese di igiene urbana, imprese, associazioni, istituti scolastici): la Regione Marche, la provincia autonoma di Bolzano, il comune di Forlì; Hera spa; Mercatino srl; Cauto Cooperativa onlus; Istituto comprensivo Scarperia San Piero a Sieve. La giuria ha scelto i vincitori tra 77 iniziative per la realizzazione di buone pratiche rivolte alla prevenzione della produzione di rifiuti.

“L’importanza della prevenzione nel ciclo dei rifiuti è un concetto condiviso – dichiara il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza – ma è un’azione che non è stata mai praticata. Questo perché sono mancate politiche nazionali concrete, mentre esistono esperienze locali virtuose. Su questo fronte l’Italia cambierà regime solo con l’adozione del principio ‘chi inquina paga’. E – osserva – il primo banco di prova per il governo sarà il decreto su come dovrà essere la nuova tariffa sui rifiuti che dovrà sostituire la Tares”.

“Questa è la frontiera sulla quale attestare le buone pratiche ambientali – afferma il presidente di Federambiente, Daniele Fortini – per gestire in modo moderno il ciclo dei rifiuti. Dobbiamo assolutamente ridurre gli sprechi, sostituire materie riciclate a quelle vergini. La prevenzione, la riduzione dei rifiuti, non è rinuncia o privazione, ma semplicemente evoluzione in senso ecologico del sistema produttivo”.

(Fonte: Ansa)

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