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Piemonte, avviato il progetto R@DHOME

Il progetto sperimentale di radiologia domiciliare della Regione Piemonte si estende nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, sul territorio delle Valli Orco e Soana, dove la Regione Piemonte ha realizzato una rete a banda larga senza cavi per ridurre il cosiddetto “divario digitale” (www.radiologiadomiciliare.it). Obiettivo: garantire assistenza radiologica a domicilio a persone anziane, disabili o comunque in condizioni tali per cui il trasporto in Ospedale sarebbe difficoltoso sia per i pazienti che per gli operatori.
Dallo scorso marzo, ogni quindici giorni, all’interno della Casa di Riposo Vernetti di Locana è attivo un ambulatorio di radiologia, costituito da una stazione operativa mobile su vettura Fiat Doblò. All’interno del Doblò si trovano un tubo radiogeno portatile (per produrre le immagini radiografiche), il lettore digitale di immagini Rx Point-of-Care CR 260 di Carestream Health e le apparecchiature per la teletrasmissione (un firewall hardware ed un router UMTS). Il lettore PoC260 permette di vedere “sul posto” le immagini appena prodotte e quindi di poterne valutare la qualità in maniera pressoché istantanea; le immagini vengono teletrasmesse direttamente all’AOU San Giovanni Battista di Torino, dove potranno essere refertate in tempo reale dal medico radiologo.  Da qui il referto viene rispedito via telematica alla stazione radiologica mobile. A fine giornata il paziente o il medico di base hanno a disposizione l’esame su cd e il referto stampato.
“La tecnologia ci consente di offrire in montagna un servizio altrimenti impossibile – spiega il dott. Marco Grosso, coordinatore del Progetto Sperimentale e tecnico radiologo all’AOU San Giovanni Battista. – In un territorio in cui è difficile muoversi, dove i pazienti per recarsi alla struttura più vicina devono spesso percorrere molti km, talvolta in barella e ambulanza, un servizio di questo tipo risulta estremamente utile.” Su proposta del medico di base, non solo gli ospiti della Casa di Riposo Vernetti ma tutta la comunità montana, specificatamente pazienti geriatrici, oncologici, psichiatrici o comunque con difficoltà di movimento o diversamente abili, hanno la possibilità di eseguire esami radiologici di tipo routinario (a torace, bacino, anca ed articolazioni).
“Dalla data di esordio, abbiamo sottoposto ad indagine radiologica 49 pazienti, 30 dei quali ospiti della casa di riposo e 19 provenienti dal territorio, tutti felicissimi e soddisfatti”- prosegue Marco Grosso. Al termine della sperimentazione sarà possibile quantificare, da un lato, il risparmio ottenibile sui costi a carico del SSN e dall’altro di valutare i vantaggi sociali e umani che traggono i pazienti e le loro famiglie.

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