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Piccoli comuni crescono: un modello di digital sharing

L’esempio di Borgo Valsugana, piccolo comune trentino che ha permesso di immaginare ed impostare una vera Ict strategica, orientata ad una partecipazione attiva di cittadini e amministratori attraverso un nuovo portale istituzionale

Valori e risorse: una “Open P.A.”
Quanto sia importante comunicare, si sa, è la radice di tutte quelle P.A. che guardano al futuro non con timore ma con occhio critico e attento, consapevoli delle infinite potenzialità che l’era digitale continuerà ad offrire. Una informazione libera e condivisa rappresenta oggi un valore e una risorsa, sia per amministratori che per cittadini, attori entrambi di un reciproco “dialogo” in grado di generare quel valore aggiunto al sistema ente, nonché una sua crescita nel tempo. Da qui parte la logica della “open P.A.” che pesca dalle esperienze ormai affermate dell’era digitale, una serie di spunti e concetti vicini ad una società sempre più istruita e volenterosa di ricercare un filo diretto con l’amministrazione nella quale ha riposto la propria fiducia. Open P.A. come pensiero comunicativo nuovo che vuole rispondere ad una semplice domanda: “come è possibile ottenere un valore potenzialmente massimo di feedback positivi, nell’ambito di una comunicazione efficiente ed efficace? La risposta la si è trovata ispirandosi al fenomeno wiki e alla logica dell’open content, ossia una risorsa capace di instaurare un legame tra cittadino e amministratore attraverso una vetrina di partecipazione collaborativa. Esempi sono stati la costruzione di un Urp virtuale basato sui meccanismi delle Yahoo Answer, la possibilità per i Cittadini di controllare online la propria situazione Ici e nondimeno un mezzo attraverso cui trasmettere segnalazioni di intervento urbanistico e territoriale. Se conoscenza e informazione sono considerati “beni” che acquistano valore, questo è possibile perché appartenenti ad una rete cooperativa creata proprio dalla socialità degli utilizzatori, legati tra loro da relazioni. Relazionarsi attraverso mezzi innovativi e diversi è per una P.A. un valore e una risorsa dato che tali mezzi influenzano indirettamente i comportamenti degli utenti.

Variabili e attori: non parlo “burocratese”
Un linguaggio chiaro, diretto e semplice è fondamento di una strategia comunicativa che molto spesso le P.A. tendono a non considerare. Saper dare una informazione deve valutare una moltitudine di variabili che siano in grado di coordinare la complessità del flusso, siano queste di carattere oggettivo che soggettivo. Ecco allora le info processate da attori (amministratori) capaci di coglierne l’essenza ponendosi, come obiettivo, di rispondere a semplici domande qui definite variabili critiche: cosa viene comunicato? Come comunicarlo? Verso chi? Il punto di partenza del modello costruito vuole basarsi principalmente su una filosofia, su di un principio semplice ma non del tutto banale, che può essere sintetizzato in : cosa interessa sapere alla gente?
A queste semplici osservazioni si è cercato di dare risposta partendo dall’ascolto di idee ed esigenze di tutte le parti impiegate nella pubblica attività, sia dal lato Amministrativo che da quello di Governo, introducendo con esse un nuovo concetto secondo il quale non deve più essere il cittadino che cerca e trova l’informazione, ma in un certo senso è la P.A. stessa che interpreta le esigenze e necessità del cittadino, veicolandolo in un canale informativo di risposta dedicato nel quale poter soddisfare le proprie domande. Invertire quindi la logica di ragionamento immedesimandosi nella veste di cittadino, così da immaginare l’ente non più come apparato burocratico e rigido, fatto di competenze e mansionari. La “sfida” è stata appunto trasmettere questo concetto tanto semplice quanto complesso, concetto che, se si considerasse una azienda privata, non sarebbe per niente tralasciato o dimenticato. In una qualsiasi azienda di prodotto, una fetta importante dell’attività è proprio quella rivolta allo studio dei bisogni, anticipando quello che il potenziale consumatore potrebbe richiedere. Nel caso di una amministrazione comunale non può essere fatto un confronto diretto 1:1, ma certamente molte logiche possono essere prese in considerazione per una loro adattabilità negli scenari di pubblica utilità. E’ chiaro che nessun ente pubblico offre prodotti, ma un bene superiore, ossia servizi fatti di informazione che immancabilmente debbono essere comunicati. Il fatto di chiedere agli stessi responsabili di servizio di immedesimarsi nella parte di cittadino/utente, strutturando così una sorta di informazione dinamica e più facilmente fruibile, ha reso loro necessario pensare al servizio non soltanto basato su procedure e moduli da compilare, ma pensare al loro servizio suddiviso in aree tematiche riconducibili a diverse tipologie di soggetti ed interessi. In tale forma si è cercato di rompere quelle metriche di ragionamento così forti, trasmettendo all’interno dell’amministrazione il punto secondo il quale la “mappa delle informazioni”, nei confronti dell’esterno, non può essere processata seguendo le logiche interne, dato che, in prima analisi, al semplice utilizzatore poco importa da quanti intermediari sia gestita, valutando invece, da parte loro, quanto questa sia efficacie ed il relativo risultato.

“Un borgo in comune”
Che dire di un progetto comunicativo senza un messaggio generale da diffondere? “Un Borgo in Comune” vuole proprio indicare un messaggio di cambiamento e di avvicinamento dell’amministrazione verso i cittadini e viceversa, valorizzando la strategia relazionale come punto di forza dell’azione amministrativa pubblica. Con l’evolversi delle tecnologie e delle nuove classi sociali, sempre più indirizzate a quella che è oggi definita la “vita virtuale”, la consapevolezza culturale delle piccole pubbliche amministrazioni devono orientarsi verso nuovi modi di fare comunicazione, di trasmettere informazioni, devono quindi pensare di poter conseguire risultati migliori interpretando l’attuale realtà. Le P.A. devono quindi cercare di porsi dinanzi ai propri cittadini mediante nuovi ed innovativi mezzi, perseguendo quegli importanti principi legati all’efficienza, all’efficacia ed alla economicità del proprio operato.Questo progetto ha voluto interpretare una base di partenza ed una possibile strada verso cui orientare anche le piccole P.A., mostrando, oltre i mezzi applicativi, l’idea ed il principio su cui si fonda il progetto stesso. La filosofia attorno al quale è stato possibile costruirlo prende spunto da realtà già affermate o da una combinazione delle stesse, costruite ed organizzate per offrire nuovi servizi telematici partecipativi. La partecipazione attiva dei cittadini ha rappresentato un ulteriore aspetto che questo progetto non ha voluto tralasciare, immaginando la creazione di una serie di meccanismi tali da generare nel diretto utilizzatore un proprio valore aggiunto. Il cittadino infatti, nella sua permanenza all’interno di un portale, deve trovare la massima soddisfazione possibile, al fine appunto, di dare valore alla sua permanenza. Ecco allora la necessità di creare strumenti dinamici ed interattivi, capaci di essere contenitori dell’informazione per tutti e di tutti, all’interno dei quali si possano instaurare logiche cooperative. Dare spazio ai cittadini può oggi rappresentare una risorsa immancabile, in primo luogo perché raffigura un mezzo democratico vero, in secondo luogo perché si riduce quel gap culturale fondato su di un disinteresse nei confronti delle amministrazioni.
L’ente pubblico, dal canto suo, deve mettere nelle condizioni i cittadini di potersi esprimere, di dare un proprio giudizio, di sentirsi parte alla vita pubblica. Altro aspetto che non deve essere sottovalutato, è l’impronta organizzativa in grado di mettere nelle condizioni di poter gestire tali strumenti, senza dimenticare come la potenza tecnologica abbia oggi due facce: positiva da un lato e negativa dall’altro. Chi intraprende questa strada deve capire i limiti oltre cui è meglio non spingersi, a patto di avere una piena coscienza e capacità gestionale. In sintesi, i continui e futuri sviluppi delle tecnologie dell’informazione devono essere valutate ed analizzate dalle Amministrazioni attraverso ragionamenti ponderati, che siano in grado di dare valore ad entrambi gli attori, mediante una interazione generale e condivisa. In questo progetto, in un certo senso, si vuole portare una parte del comune nelle case dei cittadini, rovesciando l’idea che sia il cittadino a dover, sempre e comunque, andare in comune.

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