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Piano sanità il governo “Licenziate gli stabilizzati”

«Non posso licenziare dei lavoratori che abbiamo già assunto. A questo punto io non torno più indietro». La trattativa per la forma del piano di rientro della sanità rischia di arenarsi ancora una volta. Ieri l’assessore alla Salute Tommaso Fiore si è dovuto scontrare ancora contro il muro eretto dai ministeri della Salute e dell’Econo-mia. La legge regionale che ha stoppato gli effetti delle internalizzazioni non è stata sufficiente a convincere il governo. Il provvedimento con il quale la Puglia ha accettato di fermare le assunzioni dei precari, infatti, contiene una frase aspramente criticata dai tecnici ministeriali. Lo stop alle internalizzazioni per la Puglia vale “fermo restando le stabilizzazioni già portate a termine prima dello scorso 5 agosto”, data della contestazione del provvedimento da parte di Palazzo Chigi. Una clausola che salva 500 operatori assunti dalle Asl di Lecce e Foggia. Ma per i ministeri interessati questo non va bene. E così, dopo aver ribadito per l’ennesima volta una condivisione tecnica del provvedimento, hanno sollevato la questione delle internalizzazioni. «A questo punto – ha commentato Fiore – la questione non è di natura tecnica. Il problema dovrebbe essere discusso dai ministri con il governatore Vendola». Detto fatto. Dopo i propositi di distensione e dialogo della scorsa settimana, dopo la ritrovata concordia con Tremonti, il presidente della Regione Puglia questa volta non ha potuto esimersi dal commento: «E cosa devo fare – sbotta – cacciare a calci nel sedere dei lavoratori che abbiamo assunto da un mese, procurando tra l’altro un notevole risparmio per le casse della sanità pugliese? Non lo farò mai. A questo punto io non torno più indietro» ha reagito il governatore. Parole durissime perché la posta in gioco è molto alta. La Regione vorrebbe arrivare alla firma del piano di rientro entro questa settimana, altrimenti entrerebbe in vigore la deroga di due mesi della scadenza votata dal Senato. Rinviare questa firma che vale 500 milioni di euro a ridosso del Natale è un ulteriore rischio per la Puglia. Ma in ballo non c’è solo la sanità. Dal buon esito di questa trattativa con il governo dipendono anche altri fondamentali provvedimenti regionali che dovranno passare presto al vaglio del ministro Raffaele Fitto. Si tratta del processo di revisione dei Por, i programmi operativi regionali del quinquennio 2007-2013. In pratica si tratta dell’opportunità che la Regione ha di modificare gli obiettivi e gli investimenti previsti negli scorsi anni alla luce del “mutato quadro socio economico”. Una partita fondamentale “per lo sviluppo dell’eco-nomia pugliese e per la tutela delle nuove povertà generate dalla crisi” che passa anche da Roma. Il governatore annuncia che le modifiche saranno effettuate ascoltando e coinvolgendo tutto il partenariato economico e sociale della Puglia. Ma per il buon esito della vicenda – ha comunicato Vendola alla giunta non più tardi di due giorni fa – “è necessario poter contare su nuove relazioni cooperative con il governo”.

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