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Piano per rendite catastali e pensioni ma il Tesoro frena su nuove manovre

Fonte: La Repubblica

Dopo le manovre d’agosto arriva quella d’autunno. Accelerata dallo schiaffo di Standard & Poor’s e dai giudizi negativi delle parti sociali, dalla Confindustria ai sindacati, la macchina della finanza pubblica riprende velocità. Oggi il consiglio dei ministri darà avvio alla sessione di bilancio (che in verità dura da prima dell’estate) con il varo del Def (Documento di economia e finanza. Previsto il taglio delle stime del Pil: quest’anno dovrebbe essere dello 0,7 per cento (contro l’1,1 fissato ad aprile) e anche per il prossimo anno si prevedono tagli, giacché i vecchi obiettivi del governo indicavano l’1,3 ma Fmi (0,3) e Confindustria (0,2) indicano molto meno. Ma sui nuovi interventi di finanza pubblica è giallo. Le nuove proiezioni sulla crescita, come hanno notato organismi e agenzie internazionali, aprono infatti un ulteriore problema sui conti pubblici. Secondo alcune indiscrezioni già da quest’anno sarebbe necessaria una nuova manovra correttiva di 5-10 miliardi per raggiungere l’atteso 3,9 per cento di deficit-Pil. Ma ieri sera il Tesoro si è affrettato a smentire le voci sottolineando come, grazie all’aumento dell’Iva, inizialmente non previsto, la correzione non sarà necessaria. E’ possibile dunque che la manovra-tris potrebbe essere prevista a valere sul 2012, per compensare il taglio delle stime di crescita di ben un punto percentuale e la conseguente riduzione del gettito fiscale, e centrar così il nuovo obiettivo post-agostano dell’1,6 per cento. Il Tesoro tuttavia tiene duro e difende il suo timing: in una nota emessa in tarda serata ha replicato indirettamente all’Fmi, secondo il quale nel 2013 non si raggiungerà il «mitico» pareggio di bilancio, confermando il «doppio obiettivo» del deficit-zero e di un «ampio avanzo primario idoneo a porre il debito pubblico su uno stabile sentiero discendente». I tecnici tuttavia sono al lavoro su tagli e tasse. Il piano del governo prevede tre provvedimenti: il programma decennale di Tremonti di rilancio della crescita e le misure per le grandi opere che dovrebbero arrivare per decreto, più la Legge di Stabilità (o “Finanziaria”) da varare entro il 15 ottobre. In prima linea, secondo le indiscrezioni dell’ultima ora, c’è la rivalutazione delle rendite catastali al fine del pagamento dell’Ici seconda casa. Le rendite catastali sono state elevate del 5 per cento nel 1997: oggi potrebbero salire verso il 135 per cento (quota oggi riservata agli immobili commerciali). Questa misura aumenterebbe il gettito dell’Ici di 2 miliardi circa. Un altro miliardo verrebbe dall’anti-cipo al 2012 dell’Imu (la nuova Ici prevista dal federalismo) dal previsto 2014. L’anticipo permetterebbe di far salire l’aliquota, oggi in media al 6,4 per mille, al 7,6 mille e di conseguenza incassare circa un miliardo. L’altro nodo che, nonostante l’opposizione della Lega, sembra potersi sciogliere è quello delle pensioni. Un’ipotesi sul tavolo è quella della abolizione del sistema retributivo (in pensione con la media degli ultimi stipendi) per coloro che avendo 18 anni di contributi nel 1995 (riforma Dini) si erano “salvati” dal contributivo (pensione in base al cumulo dei versamenti). La norma prevederebbe che dal 1 gennaio del 2012 queste classi che ancora hanno tra i 5 e i 7 anni di lavoro vadano in pensione con un sistema misto pro rata, di contributivo e retributivo. Resta tuttavia aperta la strada anche alla cosiddetta «quota 100», da raggiungere nel 2018 per l’uscita in pensione di anzianità: in questo modo si alzerebbero età anagrafica e contributiva rispetto al limite massimo di «quota 97» previsto attualmente per il 2013. Non mancano ipotesi di un nuovo intervento sulle pensioni delle donne dipendenti del settore privato: già la manovra d’agosto ha anticipato al 2014 la linea di partenza del meccanismo di aumento dell’età, ma il punto d’arrivo dei 65 anni (ovvero il 2026) viene giudicato troppo distante e di conseguenza si punta ad anticiparlo.

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