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Piani speciali per le aree di crisi

Fonte: Il Sole 24Ore

Finanziare programmi speciali per le aree di crisi industriale. È una delle proposte contenute nella nuova bozza del decreto crescita, ma è anche una delle misure legate a filo doppio al reperimento di risorse. L’obiettivo dello Sviluppo economico è provare a rilanciare sulla politica industriale. Un canale sarebbero gli interventi per le infrastrutture delle aree interessate da crisi industriale e di quelle individuate con accordi di programma tra Governo, Regioni ed enti locali. I programmi speciali, che sarebbero attuati da Invitalia, hanno però bisogno di risorse fresche, senza le quali resterebbero solo buone intenzioni. La misura proposta dal ministero dello Sviluppo prevede la possibilità del partenariato pubblico-privato, ma potrebbe non bastare. Ancora una volta la linea del decreto a costo zero su cui si è assestato il ministero dell’Economia condiziona le proposte che arrivano dagli altri dicasteri. Per quanto riguarda i programmi per le aree di crisi, lo Sviluppo può al massimo cercare fondi in casa: l’idea è impiegare il 30% delle risorse provenienti dalle revoche degli incentivi della legge 488 (il 70% andrebbe invece a finanziare i contratti di sviluppo). Secondo fonti di governo, la bozza è comunque ancora un cantiere aperto e bisognerà lavorare a una sintesi senza escludere, se ci saranno risorse, interventi nuovi su energia, internazionalizzazione e tlc, argomenti su cui lavora lo Sviluppo. Nelle ipotesi fin qui circolate, frutto di varie proposte, c’è anche un pacchetto liberalizzazioni, che riguarda una serie di attività professionali minori, con sostituzione delle autorizzazioni con la Scia. Ma anche l’intero settore del commercio all’ingrosso di prodotti alimentari. Si pensa poi a integrare il meccanismo per ripartire le risorse del Fri (Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca) dando più spazio alle reti di impresa e alle aziende che realizzano nuovi investimenti o progetti in collaborazione con organismi di ricerca. Le prime bozze in circolazione contengono anche un mini-pacchetto scuola-università: pagelle e certificati scolastici on line dal 2003; abbassamento da 70 a 68 anni della soglia per il pensionamento obbligatorio dei professori universitari; eliminazione del vincolo di assunzione (anche di docenti) per gli atenei che sforano i limiti di spesa per il personale. Ieri però il ministero dell’Istruzione ha precisato che si tratta di misure prive di fondamento, fatta eccezione per le pagelle e i certificati on line. Nel menu dei tecnici figura la garanzia per l’accensione del mutuo prima casa delle giovani coppie precarie anche attraverso la proroga delle misure già in vigore. Lo stesso ministro Giorgia Meloni ricorda che la garanzia è già attiva. Tra le ipotesi sul tappeto, l’obbligo per le aziende di trasporto di dotarsi di biglietti elettronici per gli autobus, la certificazione on line all’Inps per la malattia dei figli e l’accesso alla Pa con il concorso unico dal 2013. Allo studio la possibilità per gli inquilini degli enti previdenziali di esercitare il riscatto della casa entro il 2012 e la polizza obbligatoria anti-calamità per la casa nelle aree a rischio sismico. Confermati i pacchetti lavoro (riduzione dei contributi sui contratti di apprendistato e incentivazione del telelavoro) e infrastrutture: sgravi Ires e attribuzione alla società che costruisce e gestisce l’opera di una quota Iva nel limite massimo del 25% per 15 anni; possibilità di emettere obbligazioni per le società concessionarie. Su quest’ultimo fronte è allo studio anche l’eventualità di deliberare lo stato d’emergenza per le infrastrutture considerate strategiche nel caso in cui si evidenzino gravi difficoltà o particolari complessità nella realizzazione. Le attuali bozze prevedono poi il silenzio-assenso per il “permesso di costruire” e la reciprocità ferroviaria (stesse restrizioni Italia-estero). Nella “griglia” anche le maxi-multe per gli albergatori che registrano male i clienti e lo smaltimento fai da te per aghi e siringhe.

Le misure allo studio

INFRASTRUTTURE
Possibili sgravi Ires per incentivare gli investimenti. Alla società che costruisce e gestisce l’opera potrebbe andare una quota fino al 25%, per non più di 15 anni, del gettito Iva.

SCUOLA
Allo studio il ricorso alla pagella e alle certificazioni «on line» dal 2013. Ipotizzato l’anticipo da 70 a 68 anni del collocamento a riposo dei professori universitari ordinari.

POLIZZE ANTI CALAMITÀ
Rispunta l’idea di una polizza assicurativa obbligatoria del rischio calamità sulle case case per far fronte alla ricostruzione delle zone colpite da eventi sismici. FERROVIE Tra le ipotesi allo studio c’è l’introduzione di restrizioni alle imprese straniere analoghe a quelle che all’estero vengono applicate alle nostre aziende.

E-BUSINESS
Spinta all’e-business favorendo le reti di impresa che guardano all’estero e si dotano di nuovi strumenti digitali. Più e-business anche per le imprese affidatarie di contratti pubblici.

RICERCA
Si pensa poi a integrare il meccanismo per ripartire le risorse del Fri dando più spazio alle reti di impresa e alla collaborazione con organismi di ricerca.

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