Questo articolo è stato letto 0 volte

Più sconti Irpef e esenzioni Imu

Ripristinare la deduzione Irpef del 15% per i redditi da locazione. Estendere l’esenzione Imu per le abitazioni invendute anche alle società di gestione immobiliare e alle persone fisiche. Liberalizzare i contratti di locazione ad uso diverso dall’abitativo, oggi soggetti a vincoli temporali troppo rigidi. Fissare per legge un’aliquota Imu del 4 per mille per gli immobili affittati (per lo meno sui contratti a canone concordato).

E ancora, dietrofront sul ritorno della tassazione Irpef delle case non locate che la legge di stabilità ha reintrodotto ma solo per gli immobili «a disposizione» situati nello stesso comune in cui si trova la prima casa. E per finire, semplificare e ampliare l’ambito di applicazione della cedolare secca e modificare le norme introdotte dalle legge sul condominio in materia di lavori di manutenzione straordinaria.

Sono queste le sette ricette di Confedilizia per rilanciare il mercato immobiliare a cui si aggiungono altre tre rivendicazioni «storiche» dei proprietari immobiliari che chiedono al fisco di allentare la morsa sul mattone (diventata insostenibile dopo il giro di vite messo in atto dal governo Monti) e al governo di non soffocare il settore con adempimenti gravosi (su tutti l’obbligo, a pena di nullità, di rilasciare l’Attestato di prestazione energetica se si vuole vendere o affittare un immobile). In particolare, la Confederazione guidata da Corrado Sforza Fogliani punta il dito contro la riduzione dal 15 al 5% in vigore dal 2013 della deduzione forfettaria Irpef per i redditi da locazione.

Tornare all’antico secondo Confedilizia costerebbe 365 milioni di euro, mentre incrementare la deduzione fino all’8-10% non comporterebbe oneri per lo stato. Sulla cedolare secca Confedilizia chiede di estendere la tassazione forfettaria anche agli immobili destinati ad uso diverso dall’abitativo e di ampliare l’applicabilità dell’aliquota del 15% a tutto il territorio nazionale (mentre ora è limitata ai comuni ad alta tensione abitativa). Infine, per quanto riguarda i lavori di manutenzione straordinaria, la confederazione della proprietà edilizia punta a superare le norme della nuova legge sul condominio che chiedono per l’esecuzione dei lavori la costituzione di un fondo speciale.

Continua a leggere su: Italia Oggi

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>