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Più richieste di risarcimento dai cittadini danneggiati

Buche, avvallamenti, tombini e detriti causano ogni anno migliaia di incidenti automobilistici che gravano sui bilanci di province e comuni proprietari delle strade. Gli enti locali (ma anche l’Anas)sono infatti tenuti ad assicurarsi tramite le coperture di responsabilità civile generale per danni a terzi (assicurazione Rcg) attraverso bandi di gara a evidenza pubblica intermediati da broker. Queste polizze sono prodotti personalizzati che assicurano le proprietà immobiliari dell’ente, come quelle stradali, e coprono un ampio spettro di “rischi”: da quelli derivanti dalla manutenzione di parchi a quelli connessi alla gestione di scuole. In capitolati specifici includono anche la responsabilità derivante dalla proprietà delle strade. Negli ultimi anni i fondi stradali dissestati hanno causato un aumento dei sinistri e, conseguentemente, anche dei risarcimenti erogati dalle imprese di assicurazione, provocando a cascata l’incremento dei premi delle Rcg, che pesano così ancora di più sui bilanci comunali. «Oggi il 70-80% dei sinistri nei quali sono chiamati in causa i comuni riguardano proprio i casi di incidenti per dissesto stradale – fa notare Tommaso Ceccon, responsabile property e liability di Assicurazioni Generali Italia – e nella maggior parte dei casi le richieste di risarcimento non riguardano solo danni alle auto, ma danni fisici alle persone, che stimiamo in crescita di circa il 10% annuo. Se si considera la dinamica crescente del costo del danno a persona, queste istanze gravano ancora di più sui bilanci delle coperture assicurative di Rc degli enti proprietari, determinando un tendenziale aumento dei premi in una contingenza economica nella quale i bilanci di questi enti sono in contrazione». Il conto che i comuni devono pagare per i fondi dissestati comincia a essere consistente. Per esempio (dati Ania) il premio della Rcg per il comune di Napoliè lievitato negli ultimi dieci anni da uno a 3,6 milioni di euro per l’aumento delle richieste di risarcimento. Il comune di Firenze dal 1999 al 2008 ha ricevuto ben 8.309 istanze per la mancata manutenzione delle strade. Dal 2001 al 2003 l’assicurazione del comune ha liquidato 7 milioni di euro per 1.694 sinistri e la nuova compagnia subentrata nel 2004 ha “pagato” finora 5,1 milioni di euro per 1.808 incidenti. «L’aumento dei sinistri originati dal dissesto stradale, il peso delle franchigie delle Rcg e l’incremento dei premi ha innescato un altro fenomeno – osservano Alfonso D’Avossa, responsabile Ufficio enti pubblici di Marsh, e Fabrizio D’Andreamatteo, responsabile dei Sinistri enti pubblici di Marsh Cremona (ufficio che si occupa della gestione assicurativa di oltre 100 enti) -: è quello della delega, da parte dei comuni, della gestione delle strade a società terze. Delegando il servizio di gestione e manutenzione, l’ente “cede” anche il rischio connesso e riduce così la sua responsabilità con conseguenti vantaggi anche assicurativi, a causa della minore sinistrosità a proprio carico». La richiesta di risarcimento al comune proprietario della strada il cui fondo ha causato il danno alla vettura è spesso l’unica soluzione che hanno a disposizione gli automobilisti. La normale Rca non copre infatti i danni da “insidie stradali”. La maxi-kasko è la formula più estesa che copre i guasti accidentali, ma è anche cara. Inoltre la maggioranza delle kasko assicura contro i danni da “urto e collisione” e non copre quelli meccanici né quelli alle ruote dovuti all’impatto del veicolo con una buca.

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