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Più incentivi alle regioni per il patto territoriale

Arriva un manuale di istruzioni per la costruzione del bilanci comunali, mentre nella legge di conversione del milleproroghe approdano le risposte su alcuni importanti nodi applicativi. Il prontuario dell’Ifel, l’istituto per la finanza locale dell’Anci, che il Sole 24 Ore presenta in esclusiva in questo dossier, offre suggerimenti operativi utili alla quadratura dei bilanci preventivi 2011, il cui termine per l’approvazione, molto probabilmente, sarà dilazionato di due mesi e spostato al 31 maggio. Lo slalom fra i cambiamenti normativi, iniziato con la manovra correttiva dell’estate scorsa è proseguito con la legge di stabilità 2011 e ora, in attesa che si chiarisca la partita del federalismo fiscale, trova nella conversione del milleproroghe novità importanti. La prima modifica riguarda il patto di stabilità territoriale dato in mano alle regioni. Con il patto territoriale «verticale» (comma 138 e seguenti dell’articolo 1 della legge di stabilità 2011) le regioni possono autorizzare gli enti locali residenti all’interno del proprio territorio a peggiorare l’obiettivo attraverso un aumento dei pagamenti in conto capitale. Si debbono far carico, però, dell’«agevolazione» concessa agli enti locali peggiorando, per lo stesso importo, i propri obiettivi in termini di cassa (attraverso una riduzione di pagamenti in conto capitale soggetti ai limiti del patto) o di competenza (mediante una riduzione degli impegni correnti soggetti ai vincoli di finanza pubblica). Il milleproroghe (con il nuovo comma 138-bis aggiunto all’articolo 1 della legge 220/2010) introduce nel meccanismo criteri di virtuosità e modalità operative da definire in sede di consiglio delle autonomie locali o con i rappresentanti degli enti locali ove il Cal non fosse presente. Cambia anche la procedura per la rimodulazione. Gli enti locali avranno, in via permanente, un termine più ampio, fino al 15 settembre, per comunicare ad Anci, Upi e regioni l’entità dei pagamenti che possono effettuare nell’anno. Conseguentemente slitta al 31 ottobre anche la scadenza per la comunicazione da parte delle regioni al ministero dell’Economia della redistribuzione degli obiettivi patto fra ente regionale ed enti locali (comma 140 riscritto). Per incentivare le regioni ad attivare il patto territoriale verticale, inoltre, la conversione del decreto legge 225/2010 introduce l’aumento, dal doppio al triplo, delle somme soggette a svincolo di destinazione a seguito della cessione di «capacità di spesa» ai fini del patto agli enti locali. Resta confermato l’obbligo per la regione di utilizzare gli importi svincolati (fra i quali sono esclusi quelli relativi ai livelli essenziali delle prestazioni) solo per spese di investimento e di comunicare l’utilizzo all’am-ministrazione statale erogante. Nessun cambiamento, invece, al patto territoriale orizzontale, con cui le regioni possono integrare le regole e modificare gli obiettivi posti dal legislatore nazionale, in relazione alla specifica situazione finanziaria del proprio territorio. Sarà un decreto dell’Economia, d’intesa con la Conferenza unificata, a fissare i criteri operativi, fermo restando il rispetto delle norme in materia di monitoraggi, sanzioni e dell’obiettivo complessivamente determinato per gli enti locali del territorio regionale. Ogni regione definisce e comunica agli enti locali il nuovo obiettivo del patto di stabilità, individuato anche in base ai criteri definiti dal consiglio delle autonomie locali. Successivamente, le regioni devono comunicare i dati all’Economia, entro il termine perentorio del 30 giugno (31 ottobre per il 2011). Sempre in materia di patto di stabilità interno arrivano buone notizie per la provincia di Milano, per l’esclusione dal patto delle spese relativo all’Expo 2015, così come già concesso al Comune di Milano (comma 5 dell’articolo 2 ter). Gli importi sono stati definiti in 20 milioni per la provincia e 110 per Palazzo Marino, all’interno del Dpcm contenente le misure correttive al patto di stabilità 2011 (articolo 93 dell’articolo 1 della legge di stabilità 2011; si veda l’articolo in copertina) in corso di emanazione. Oneri di urbanizzazione Il decreto convertito la scorsa settimana fa tirare un sospiro di sollievo a tutti i comuni, almeno fino alla fine del 2012. Il comma 9 dell’articolo 2 ter estende, infatti, di due anni la deroga che permette di utilizzare il 75% delle entrate da oneri di urbanizzazione per la spesa corrente (di cui il 25% per manutenzioni ordinarie del verde, delle strade e del patrimonio). Limite all’indebitamento Un’ulteriore novità riguarda l’allentamento della stretta all’indebitamento (comma 7 dell’articolo 2 ter) attraverso la previsione di un abbassamento graduale spalmato in tre anni come chiesto dall’Anci. Il limite massimo dell’indicatore previsto dall’articolo 204 del Tuel (interessi su entrate correnti) diventa: 12% nel 2011, 10% nel 2012 e 8% nel 2013.

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