Archivio
sezionispeciali
Servizi
TIZIANO TESSARO
direttore
COMITATO SCIENTIFICO
Massimiliano Alesio, Amedeo Bianchi, Maurizio Lucca, Paola Minetti, Alberto Mingarelli, Riccardo Nobile, Luigi Oliveri, Francesca Palazzi, Cinzia Renna, Stefano Usai
COORDINAMENTO REDAZIONALE
Maria Letizia Fabbri
Rivista iscritta al Registro Stampa periodica del Tribunale di Rimini n. 17/2006 in data 6/7/2006
Rassegna Stampa
Inserito: 29/07/2010 Letto: 53 volta/e
29/07/2010
Federalismo sì, ma parlando la stessa lingua nelle leggi
PRIMO PIANO
La Commissione bicamerale per il federalismo fiscale sta finendo di discutere la relazione sul finanziamento degli enti territoriali. La bozza predisposta accenna, com'è ovvio, anche all'imposta unica comunale (l'aggettivo qui scelto non è il «municipale» corrente), riferendo che dovrebbe ricomprendere anche «l'Ici sulle seconde case (e sulle prime case di lusso)». Ancora una volta occorre segnalare uno strafalcione che si ripete periodicamente, fin dall'annuncio, nella prima seduta del presente governo, della soppressione dell'Ici sulla prima casa. Tale soppressione, abbastanza demagogicamente, non è stata completa, perché ha escluso (decreto-legge n. 93 del 2008, come convertito) le unità immobiliari «di categoria catastale A1, A8 e A9», che sono rispettivamente le abitazioni «signorili», le «ville» e i «castelli e palazzi di eminenti pregi artistici e storici». Si dirà: vabbè, ma l'espressione «di lusso» viene usata per ragioni di sintesi. Nossignori, perché nell'ordinamento gli immobili «di lusso» sono altra cosa. C'è uno specifico decreto ministeriale, del 2 agosto 1969, che ne prevede le caratteristiche quanto a superficie, terrazze, ascensori, scala di servizio, infissi, pavimenti, soffitti ecc. Nella categoria A1 rientrano pure immobili con caratteristiche più che comuni (a Roma, per esempio, anche mini-appartamenti ricavati dal frazionamento di ville di pregio). Se coloro che legiferano usano espressioni scorrette ed erronee nelle relazioni, c'è da pensare che ignorino quello di cui scrivono, ma c'è pure da temere: quando stendono testi normativi, sono altrettanto faciloni, sciatti, impropri? A giudicare dalle leggi approvate, c'è da rispondere sì.
















