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Rivista iscritta al Registro Stampa periodica del Tribunale di Rimini n. 17/2006 in data 6/7/2006
Inserito: 22/02/2012 Letto: 210 volta/e , Tag: demografici, permessi di soggiorno
22/02/2012
Per abbattere i costi permessi di soggiorno con durata doppia
Immigrazione. A giorni il provvedimento
Una somma considerata esorbitante da più parti, visti i i redditi medi degli immigrati. Il problema, però, è stato che i nuovi livelli di contributo fissati non si potevano modificare al ribasso. Allora al ministero dell'Interno è stata immaginata una strada pratica: raddoppiare la durata dei permessi dimezzando così il costo effettivo. Gli 80 euro previsti per i documenti di soggiorno con validità compresa tra tre mesi e un anno sono confermati, ma si passa da sei mesi a due anni. Lo stesso vale per i 100 euro pagati da chi chiede il permesso di durata compresa tra uno e due anni.
Il punto decisivo ora è dare rapida efficacia alla novità proposta. Non potendo intervenire con un decreto ministeriale - percorso possibile solo se fosse stata rivista la tassa - ed esclusa la soluzione del decreto legge, le vie sono due. Il disegno di legge, percorso tuttavia dagli esiti imponderabili. Oppure, come sta studiando il Viminale in queste ore, un maxi emendamento al Ddl semplificazione, che avrebbe una corsia accelerata con traguardo certo.
Il provvedimento proposto dal ministro dell'Interno e sollecitato anche dal titolare dell'Integrazione, Andrea Riccardi, dovrebbe spingere anche sull'informatizzazione delle procedure dei permessi di soggiorno e delle domande di cittadinanza, per renderle più celeri e meno burocratiche, con possibili risparmi anche per l'amministrazione dello Stato. Si è anche valutata l'ipotesi di tagliare altri costi del documento, come i 30 euro dovuti per il servizio di Poste Italiane, ma poi questa strada è stata considerata impraticabile.
Resta poi da vedere quando il ministro Cancellieri deciderà sulle nuove caratteristiche tecniche del Pse (permesso di soggiorno elettronico): una card - sostituisce da tempo il permesso cartaceo - che, quando il ministro dell'Interno era Roberto Maroni, è stata privata della banda ottica. Una scelta incomprensibile visto che la banda ottica, su cui sono inseriti i dati dell'immigrati, è al momento un requisito di sicurezza imbattibile: finora non ci sono mai stati casi al mondo di contraffazione e la banda ottica fa parte, da anni, anche della green card rilasciata negli Usa agli stranieri.
Fonte: Il Sole 24 Ore
















