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Rivista iscritta al Registro Stampa periodica del Tribunale di Rimini n. 17/2006 in data 6/7/2006

Inserito: 14/02/2012 Letto: 177 volta/e , Tag: manovra monti, pensioni, previdenza, pubblico impiego

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14/02/2012
Pensioni, rinvio per le correzioni
Dl milleproroghe. Dopo una giornata di trattative il ministro Fornero ha deciso che nuovi interventi arriveranno con un altro provvedimento
Salvi i primi ritocchi sugli esodi - Sul tavolo la proroga al 16 luglio del versamento per lo scudo

Nessun ulteriore ampliamento della platea dei lavoratori «esodati» da esentare dalla nuove regole sulle pensioni. Almeno per il momento. A ufficializzare lo stop è stato il ministro Elsa Fornero in persona, nonostante il pressing di Pd e Pdl per correggere anche al Senato il mini-capitolo previdenziale del milleproroghe. In serata, dopo l'ennesima giornata di febbrili trattative tra i partiti e il Governo, il ministro del Lavoro si è presentato nelle Commissioni Affari costituzionali e Bilancio di Palazzo Madama e ha annunciato che il tema andrà affrontato «in un altro provvedimento e con un altro strumento» legislativo chiedendo, e ottenendo, il ritiro degli emendamenti sulla questione. Fornero non ha fornito altri dettagli. Ma a guardare l'agenda del ministero del Lavoro il primo provvedimento in gestazione che compare è quello sulla riforma del mercato del lavoro per la quale è in corso il confronto tra Esecutivo e parti sociali (si veda altro sevizio a pag. 7).
Non una vera e propria bocciatura, dunque, ma piuttosto un rinvio, accompagnato da alcune piccole concessioni. La prima è quella che consente anche a chi ha interrotto il rapporto di lavoro l'ultimo giorno dello scorso anno di essere "salvato": il testo approvato dalla Camera concedeva questa possibilità a chi era uscito «in data antecedente al 31 dicembre 2011»; ora il salvagente è assicurato a coloro che anno lasciato l'azienda «entro il 31 dicembre».
Un'altra piccola modifica è stata introdotta sul fronte dei lavoratori «precoci» (chi ha cominciato a lavorare a 16-18 anni di età). Montecitorio aveva previsto che potessero andare in pensione senza penalizzazioni gli "under 62" a patto che avessero lavorato 42 anni e 1 mese (41 anni e 1 mese le donne), compresi i congedi obbligatori (maternità, malattia, servizio militare) e la Cassa integrazione ordinaria: la contribuzione utilizzabile è stata estesa, con il via libera di Fornero a un emendamento di Mariangela Bastico (Pd), anche ai contributi figurativi delle madri che hanno assistito i figli disabili, nonché a quelli per la paternità obbligatoria (i mariti di cui è morta la moglie e si sono assentati per accudire il bambino).
Al di là di questi ritocchi, la partita sugli «esodati» è stata congelata. Ancora ieri pomeriggio si è cercato di individuare una soluzione in una lunga riunione di tre ore, alla quale hanno partecipato i presidenti delle due commissioni, Antonio Azzollini e Carlo Vizzini, i relatori al decreto, Lucio Malan (Pdl) e Vidmer Mercatali (Pd), il ministro Piero Giarda e il suo sottosegretario, Giampaolo D'Andrea, e il sottosegretario al Tesoro, Gianfranco Polillo. Ma poi in serata è arrivato lo stop del ministro Fornero.
A quel punto le Commissioni hanno proseguito fino a tarda notte i lavori per concludere le votazioni sugli emendamenti e sugli articoli accantonati, anche se veniva considerato molto probabile il via libera per questa mattina. Il testo nel pomeriggio approderà in Aula al Senato dove non è escluso che il Governo possa ricorrere alla fiducia. Il provvedimento dovrà poi tornare alla Camera per l'ok definitivo.
Tra i temi trattati ma rimasti in sospeso in Commissione fino a tarda sera anche la proroga al 16 luglio della tassazione dei capitali scudati (la cui scadenza è fissata al 16 febbraio dal decreto salva-Italia). Via libera certo invece alla limitazione a un solo anno (costo 50 milioni) dei benefici fiscali in favore degli esuli italiani dalla Libia (la Camera aveva consentito le agevolazioni per tre anni creando problemi di copertura della misura). Disco verde anche a a un emendamento dei relatori sul non conteggio delle minusvalenze da titoli di Stato ai fini della vigilanza nello stato patrimoniale delle compagnie assicurative. Sul fonte della tutela del diritto d'autore nel design storico divenuto di pubblico dominio, l'orientamento all'inizio della seduta notturna delle Commissioni era di non modificare il correttivo introdotto a Montecitorio che sposta dal 2006 al 2016 l'applicazione delle misure sulla proprietà intellettuale.

Le questioni in sospeso

PENSIONI
La platea dei lavoratori "esodati" a cui non verranno applicate le nuove regola sulle pensioni non verrà ampliata. Il tema, ha spiegato il ministro Elsa Fornero, non viene abbandonato ma andrà affrontato in un altro provvedimento e con un altro strumento legislativo. Indiziato pare il provvedimento con cui si deciderà di riformare il mercato del lavoro, attualmente al vaglio delle parti sociali. Per ora solo piccoli ritocchi: per esempio, per i lavoratori precoci saranno computati anche i contributi figurativi delle madri con figli disabili e dei padri che hanno fruito di paternità obbligatoria

ASSICURAZIONI
Il confronto di ieri sul decreto legge milleproroghe dovrebbe portare anche a un intervento a beneficio delle compagnie di assicurazione. È stato, infatti, dato il disco verde a un emendamento dei relatori che è destinato a incidere sui conti delle compagnie assicurative.
Il provvedimento prevederà, dunque, che non si proceda al conteggio delle minusvalenze da titoli di Stato ai fini della vigilanza sullo stato patrimoniale delle compagnie assicurative. L'emendamento dovrebbe avere il via libera definitivo dell'aula già oggi pomeriggio insieme al resto del provevdimento

CAPITALI SCUDATI
Tra i temi trattati ma rimasti in sospeso nelle commissioni fino a tarda sera c'è anche la proroga al 16 luglio della tassazione dei capitali scudati (la cui scadenza è fissata al 16 febbraio dal decreto salva-Italia). Gli operatori sono molto preoccupati per l'approssimarsi della scadenza. Pochi giorni fa l'agenzia delle Entrate ha fissato i codici tributo per consentire i versamenti anche se tutti gli operatori davano (e danno) ormai per scontata la proroga al 16 luglio per venire incontro alle difficoltà degli intermediari

DESIGN "STORICO"
La norma sul diritto d'autore nel design storico divenuto di pubblico dominio potrebbe non uscire ancora modificata: la tutela, dopo l'intervento della Commissione bilancio, si sposterebbe dal 2006 al 2016, rendendo di fatto riproducibili a prezzi stracciati, ancora per quattro anni, oggetti di famosi designer (per esempio la chaise-longue di Le Corbusier). Se così fosse, c'è il rischio di una nuova infrazione alle regole Ue, che con la sentenza della Corte di Giustizia (procedimento C-168/09) aveva espressamente escluso la legittimità di una proroga decennale

Fonte: Il Sole 24 Ore

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