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Persone senza fissa dimora, dai comuni dati al registro

I comuni dovranno completare entro il prossimo 30 settembre, il caricamento iniziale dei dati relativi alle persone senza fissa dimora sul registro telematico nazionale, mentre le operazioni di aggiornamento dovranno essere effettuate quotidianamente. Lo prevede la circolare n. 22 del Mininterno del 21 luglio scorso, in relazione alle modalità di funzionamento del registro nazionale delle persone senza fissa dimora. A pochi giorni infatti, dalla pubblicazione del decreto del Mininterno 6/7/2010, sulla Gazzetta Ufficiale del 17 luglio scorso (si veda ItaliaOggi del 7/7/2010), che definisce le modalità di funzionamento del registro nazionale, tenuto presso il Viminale, delle persone che non hanno fissa dimora, ora il dicastero guidato da Roberto Maroni fornisce agli uffici comunali le specifiche tecniche su come operare ai fini della corretta tenuta dell’elenco nazionale delle persone senza dimora. Il registro, infatti, previsto dal pacchetto di disposizioni in materia di sicurezza varate dall’esecutivo nell’estate del 2009 (legge n. 94/2009), sarà formato esclusivamente in modalità telematica dai dati anagrafici contenuti nell’Indice nazionale delle anagrafi (Ina), relativi alle persone che non hanno fissa dimora e iscritte nelle anagrafi dei comuni ex legge n. 1228/1954. Per costituire il registro e per il suo corretto funzionamento, la circolare avvisa che i comuni devono fornire all’Ina, l’informazione relativa alla posizione di «senza fissa dimora», attraverso la valorizzazione di un apposito campo posto in corrispondenza di ciascun nominativo. Il registro nazionale, pertanto, sarà formato dall’insieme delle posizioni di «senza fissa dimora» evidenziate proprio nell’Indice Nazionale. La circolare, pertanto, si compone di allegati tecnici che saranno d’ausilio agli uffici anagrafe dei comuni per il corretto inserimento delle posizioni interessate che dovrà avvenire in ambiente web ovvero secondo il sistema Xml-SAIA. In particolare, precisa la circolare, le operazioni di caricamento iniziale dei dati dovranno essere effettuate entro il 30 settembre, quelle di aggiornamento quotidianamente. In ogni caso, il Viminale ha messo in campo una task-force per segnalare eventuali problemi tecnici che dovessero sorgere nelle fasi di caricamento iniziale o di aggiornamento.

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