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Per Letta e Saccomanni adesso è impossibile evitare l’aumento Iva

La “coperta della coperture” per la doppia operazione Imu-Iva è troppo corta. E l’asticella del rapporto deficit- Pil, su cui sono puntati i riflettori della Ue, è a un soffio da quota 3%. Un limite che per Bruxelles è inviolabile, come ha ribadito ieri a chiare lettere il vicepresidente della Commissione Ue, Olli Rehn. E che il Governo italiano non intende in alcun modo superare rispettando gli impegni presi con la Ue, come ripete Enrico Letta.

E ha ribadito ieri il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, allo stesso Rehn. Anche per questo motivo il presidente del Consiglio e il ministro dell’Economia si sono convinti che non ci sono i margini per azzerare tutta l’Imu e contemporaneamente congelare fino a fine anno l’Iva. Per Letta e Saccomanni bisogna effettuare delle scelte. Che, alla luce dell’accordo politico sull’Imu, non possono che cadere sull’Iva facendo scattare dal 1° ottobre l’aumento al 22% del l’aliquota del 21%, al momento congelato fino al 30 settembre.

Si va dunque verso l’interruzione della sterilizzazione dell’Iva già a partire dal prossimo mese rinunciando a prolungarla a fine anno. Una soluzione che va comunque concordata con il Pdl, al quale saranno anzitutto ricordati i vincoli europei. Ma Letta e Saccomanni dovrebbero puntare anche sulla maggiore praticabilità politica di un mancato intervento sull’Iva rispetto all’intesa di fine agosto raggiunta dalla “strana maggioranza” sul completo azzeramento di entrambe le rate Imu del 2013. Un accordo che il Pdl considera blindato. Non sono comunque da escludere colpi a sorpresa. Quello che appare quasi certo è l’impossibilità di trovare per gli ultimi tre mesi dell’anno i 4-4,5 miliardi necessari per cancellare la rata Imu di dicembre (2,3 miliardi), congelare l’Iva fino a fine anno (1 miliardo) e rifinanziare Cig in deroga (4-500 milioni) e missioni internazionali di pace (400 milioni). Resta comunque confermata l’intenzione di Letta e Saccomanni di procedere per il 2014 a una mini-riforma delle aliquote Iva con la prossima legge di stabilità.

Lo stesso Saccomanni nel colloquio avuto con Rehn ha provveduto a rassicurare il “guardiano” europeo dei conti sul rispetto degli impegni concordati. Il ministro dell’Economia ha esposto al vicepresidente della Commissione Ue le indicazioni preliminari sulle nuove stime macroeconomiche della Nota di aggiornamento del Def che sarà approvata dal prossimo Consiglio dei ministri (probabilmente venerdì). Entro il 15 ottobre – ha ribadito Saccomanni – verrà presentata in Parlamento la legge di stabilità, e in entrambi i documenti «sarà ribadito l’impegno a contenere il deficit nel limite del 3% del Pil» e a conseguire il pareggio di bilancio in termini strutturali. Quanto alla Nota di aggiornamento del Def, a fronte del peggioramento della congiuntura per l’anno in corso (-1,7% contro l’1,3% stimato in aprile), si conferma il contenimento del deficit entro il tetto del 3%, anche se per questo sarà necessario con ogni probabilità un intervento di “manutenzione” attorno allo 0,2% del Pil da affidare a variazioni contabili all’interno del bilancio.

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