Questo articolo è stato letto 0 volte

Per il Veneto spunta il rinvio

Per la sospensione dell’acconto di novembre in Veneto c’è soprattutto la volontà politica. E gli spiragli ci sono. A cominciare dall’affermazione netta di Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro, che ieri ha dichiarato che «sarà presto confermata la decisione del rinvio dei termini di pagamento per tasse e contributi per le attività economiche colpite». Il tormentone della sospensione dei termini fiscali e contributivi sta, quindi, forse per arrivare alla soluzione. Ma al ministero dell’Economia fanno sapere che ci sono difficoltà legate alla cassa: «Il problema è negli importi. Stiamo parlando del Veneto, da cui proviene, con l’acconto, un gettito di 4-5 miliardi. Occorre fare una scelta selettiva». Cioè, a essere precisi, occorrerebbe creare dei criteri per individuare i contribuenti più danneggiati (tra le imprese che hanno ricevuto l’ordinanza di sgombero e le persone che hanno dovuto evacuare dalle abitazioni) e consentire loro di versare oltre i termini. Ma il tempo stringe. Anche se dal Veneto dovesse arrivare l’elenco dei contribuenti (imprese e persone fisiche coinvolte nell’alluvione) prima del termine dei quindici giorni dalla pubblicazione dell’ordinanza, che ormai va a inizio dicembre, per l’Economia ci vorrebbe del tempo per esaminarlo. Quindi le soluzioni sono due: o un comunicato ufficiale preventivo dove si annuncia la sospensione del pagamento dell’acconto, rassicurando i contribuenti sulla possibilità di non pagare in attesa del decreto ministeriale (questa soluzione è ritenuta plausibile al ministero del Lavoro) o una decisione molto rapida che incida sull’aliquota dell’acconto, consentendo a tutti i contribuenti delle province colpite di pagare meno. Intanto bisogna ancora fare il primo passo normativo: la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’ordinanza n. 3906 del 13 novembre 2010, dalla quale partono i quindici giorni per l’invio, da parte della regione Veneto, dell’elenco di imprese e privati alluvionati. E sulla Gazzetta di ieri l’ordinanza non c’era ancora. E sulla vicenda peseranno le parole del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha chiesto che gli aiuti alle zone alluvionate del Veneto arrivino senza burocrazia. In una lettera al premier Silvio Berlusconi e ai presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani (pubblicata sul sito del Quirinale), il presidente della Repubblica sottolinea «l’esigenza di poter immediatamente disporre dei fondi stanziati e di non dover sottostare a procedure defatiganti di carattere burocratico per poterli utilizzare innanzitutto a vantaggio del rilancio delle aziende che rischiano di non potersi sollevare dalle devastazioni subite». Immediata la risposta di Luca Zaia: «Il mio grazie più sentito a nome delle persone, oltre 500mila, che soffrono per l’alluvione, al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Mi sembra – ha aggiunto Zaia – che le sue parole ribadiscano tre elementi. Primo: bisogna essere di parola; secondo: bisogna fare in fretta; terzo: bisogna fare bene. Ci stiamo impegnando a fondo – ha concluso Zaia – per mantenere quanto promesso alla nostra gente che soffre e per farlo senza che la burocrazia ci intralci e nel pieno rispetto delle regole».

Continua a leggere su: Il Sole 24 Ore

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>