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Per il Sistri una partenza scaglionata

MILANO – Partenza differenziata. Alla vigilia del termine per l’avvio del nuovo sistema di tracciamento dei rifiuti Sistri – 2 ottobre – i destini delle 280mila imprese coinvolte nella rivoluzione digitale verranno separati dalla chiavetta Usb. Le imprese che a quel giorno saranno già in possesso del dispositivo elettronico – che abbinato alle black box dei mezzi abilitati al trasporto consentirà una fotografia istantanea delle movimentazioni – saranno tenute alla registrazione digitale, mentre tutte quelle ancora non raggiunte dalla “pennetta” avranno una proroga, probabilmente “ad personam”. È questa la decisione che sta maturando nelle ultime ore al ministero dell’Ambiente, dove non si è potuto non prendere atto dei ritardi nella distribuzione delle chiavi Usb. Ritardi di varia natura, in parte dovuti alla difficoltà di raggiungere tutti i destinatari, in parte imputabili a centinaia di appuntamenti andati inevasi per la mancata presentazione degli interessati. All’appello del prossimo 2 ottobre mancheranno, secondo stime approssimative, almeno 60mila imprese, poco più del 20% della vastissima platea del Sistri. L’ipotesi originaria di procedere con un’altra proroga generale – dopo quella dello scorso luglio – è stata scartata, anche per non innescare una rincorsa ai ritardatari dagli esiti imprevedibili; invece, i tecnici del ministero retto da Stefania Prestigiacomo propenderebbero per una partenza scaglionata, che mantiene nei tempi già fissati le oltre 200mila aziende dotate dei terminali del sistema Sistri, e prevede l’ingresso e l’avvio progressivo per chi si doterà della strumentazione entro i prossimi 30/60 giorni. La soluzione definitiva verrà comunicata molto probabilmente venerdì, ultimo giorno utile, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto di proroga “parziale”. I problemi di Sistri, comunque, non finiscono con l’accidentato iter delle chiavette. Difficoltà sono sorte sia in ambito contabile – 60mila imprese non hanno comunicato al ministero l’avvenuto pagamento dell’iscrizione – sia di registrazione, con migliaia di casi in cui i dati comunicati non corrispondono con quelli delle banche dati centrali. Intanto ieri Assosoftware (produttori di software gestionale e fiscale) al termine dell’audizione in commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera ha espresso fortissime riserve sulla funzionalità delle procedure fin qui testate. Perplessità che toccano, tra l’altro, la firma elettronica mista – al contrario delle smart card adottate dalle camere di commercio – lo sconfinamento “gestionale” delle procedure Sistri, e l’aumento dei costi economici per le imprese. Secondo Assosoftware le maglie strette del Sistri produrranno un’impennata del 50% dei costi, e il ricorso a imprese straniere per smaltimenti abusivi.

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