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Per i segretari comunali tavolo subito contestato

MILANO – Ancor prima di (ri)partire, il tavolo per il rinnovo contrattuale dei segretari degli enti locali si incendia sulla lista degli invitati. Le trattative riprendono questa mattina all’Aran e sono aperte a Cgil, Cisl, Uil, Diccap-Confsal e Csa, ma escludono per la prima volta l’Unione dei segretari comunali e provinciali; che risponde con una «azione di lotta» a tutto campo, riunendo in un presidio per questa mattina davanti all’Aran i propri aderenti e spiegando di voler difendere «in pieno e in ogni sede» il proprio posto al tavolo. Il rebus della rappresentanza sta aumentando il ritardo biblico nel rinnovo contrattuale (la trattativa riguarda il quadriennio normativo 2006/09 e il biennio economico 2006/07), e fatica a sciogliersi. L’Unione rivendica di essere «da sempre il sindacato in senso assoluto più rappresentativo della categoria, e l’unico interamente composto da segretari». Il problema, però, è che i parametri di «rappresentanza» si misurano per comparti, e non per singole categorie: per vedersi aprire la porta delle trattative la legge impone alle sigle sindacali di raccogliere almeno il 5% di iscritti e di rappresentanze sindacali in almeno due comparti del pubblico impiego, e i circa 6mila segretari si “perdono” nel mare dei 550mila dipendenti di regioni ed enti locali, unico comparto in cui sono presenti. Sul tema si trascina da molti mesi una disputa tra le diverse organizzazioni (si veda, per esempio, Il Sole 24 Ore del 9 marzo 2009) che, anche per evitare contenziosi, ha spinto l’Aran ad applicare rigorosamente la legge superando la prassi del passato che ha visto l’Unione sempre presente alle trattative della categoria. Una scelta apprezzata per esempio dalla Diccap-Confsal, che parla di «correttezza e senso di responsabilità» del commissario straordinario Aran, Antonio Naddeo. In risposta, l’Unione mette in campo forme di protesta inedite a partire dal presidio di questa mattina in via del Corso, davanti all’agenzia negoziale del pubblico impiego. La temperatura, però, resta alta anche perché ad agitare una parte della categoria ci sono anche le ultime scelte normative, a partire dalla soppressione dell’agenzia dei segretari decisa nel maxiemendamento alla manovra correttiva che ora attende il via libera definitivo da parte della Camera.

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