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PE: sì ai social network per raggiungere i cittadini, ma con cautela

La settimana scorsa la commissione Cultura del PE ha approvato la relazione del deputato danese liberale Morten Løkkegaard, che chiede un maggior impiego dei social network da parte di Parlamento e Commissione per raggiungere i cittadini, e in particolare i giovani. Molti emendamenti però hanno stemperato le posizioni dell’ex-giornalista, mettendo l’accento sul fatto che i social network “non possono essere considerati alla stregua dei mezzi di comunicazione professionali”, perché la loro “affidabilità come fonti non è sufficientemente garantita”, e – dunque – è necessario “essere cauti”. La commissione ha anche votato a favore di un “codice di condotta” per i nuovi media. La relazione guarda anche ai media tradizionali, e lancia alcune proposte come quella di incoraggiare i governi a chiedere alle TV pubbliche di coprire di più gli affari europei. Un’altra idea controversa, ma alla fine approvata, è quella di stabilire un gruppo di giornalisti specializzati, a cui sarebbe garantita “piena libertà editoriale”, ma che avrebbero il ruolo di coprire le questioni europee “in maniera più istruttiva”. Il rapporto propone anche di inserire l’Europa nei curricula scolastici, per far conoscere e spiegare meglio l’UE alle nuove generazioni. I deputati hanno invece bocciato l’idea di rendere la democrazia europea più partecipativa, sottomettendo le cariche del presidente del Consiglio europeo, della Commissione e dell’Alto Rappresentante per gli affari esteri al voto popolare.
Gli orientamenti della commissione cultura dovranno essere confermati in plenaria.

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