Questo articolo è stato letto 0 volte

«Patto» più pesante con tetto al 15%

Nella disciplina del patto di stabilità interno per l’anno 2014 entra una clausola di salvaguardia per evitare che il nuovo calcolo della manovra comporti effetti peggiorativi superiori al 15% rispetto all’importo determinato dalla normativa precedente. È questa una delle novità introdotte nella disciplina del patto di stabilità interno per l’anno 2014 dal maxiemendamento del Governo alla legge di stabilità, approvata nei giorni scorsi al Senato e ora pronta per passare all’esame della Camera.

I vincoli di finanza pubblica per i prossimi anni, pur confermando l’impianto attuale, presentano fra le novità un aggiornamento della base di calcolo dell’obiettivo programmatico relativa alla spesa corrente media, che scorre al triennio 2009/2011 (rispetto al triennio 2007/2009). I Comuni dovranno applicare la percentuale del 15,07% (rispetto al 15,61% del 2013 in vigore per gli enti con più di cinquemila abitanti e al 12,81% applicato dagli altri enti minori); mentre le Province dovranno utilizzare la percentuale del 20,25% (nel 2013 è 19,61%).

Continuano a essere sterilizzati i tagli dei trasferimenti in base all’articolo 14 del decreto legge 78/2010. Il valore dell’obiettivo da rispettare sarà definito con decreto del ministero dell’Economia, entro il 31 gennaio 2014.

Arriva un bonus di un miliardo per pagamenti di investimenti, che sarà utilizzato per abbassare l’importo del sacrificio richiesto a ogni ente, in modo proporzionale. E poi altri 500 milioni di euro per i pagamenti fatti nel 2014, relativi a debiti in conto capitale certi, liquidi ed esigibili maturati a fine 2012 dagli enti territoriali. Per beneficiare dell’esclusione occorrerà chiedere spazi finanziari via web entro il 14 febbraio; il ministero dell’Economia distribuirà poi le somme in modo proporzionale entro il 28 febbraio. È riproposta, su segnalazione dei revisori dei conti, la sanzione pecuniaria amministrativa nei confronti degli enti che non chiedono spazi finanziari senza giustificato motivo o che non li utilizzano entro l’anno per almeno il 90 per cento.

Invariate le altre voci del capitolo “patto”, cioè il calcolo del saldo finanziario di competenza mista, le esclusioni (a parte la novità per il Comune di Campione d’Italia), le sanzioni. In tema di adempimenti, arriva la firma digitale della certificazione finale e il nuovo sito internet dedicato (http://patto stabilitainterno.tesoro.it).

Anche nel 2014 gli enti non potranno confidare nella lotteria della virtuosità, perché tutti i premi sono stati dirottati a incentivare la sperimentazione dell’armonizzazione contabile e saranno ripartiti fra i 423 Comuni e le 24 Province (Dm del 15 novembre 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 278/2013) che hanno chiesto di sperimentare il nuovo sistema.

L’ultimo cambiamento alla disciplina del patto anticipa il calendario dei patti di solidarietà. In dettaglio, il patto regionale verticale incentivato è anticipato al 15 marzo, rispetto al termine del 30 giugno del 2013. Ai fini del patto regionale verticale, gli enti devono comunicare le richieste entro il 1° marzo (anziché entro il 15 settembre) e la Regione le assegnerà entro il 15 marzo (invece che il 31 ottobre). Mentre il patto orizzontale nazionale anticipa al 15 giugno il termine per le offerte/richieste dei Comuni di spazi finanziari e sarà chiuso dal ministero del l’Economia entro il 10 luglio (anziché il 10 settembre).

Continua a leggere su: Il Sole 24 Ore

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>