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Patto di stabilità, deroga per il maltempo

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“In tutta Italia le province e i comuni sono ormai da quattro giorni impegnati giorno e notte con uomini, risorse e mezzi per fare fronte alla drammatica emergenza maltempo che sta sconvolgendo l’intera penisola. Il Governo deve sostenere questo sforzo enorme che le istituzioni locali stanno portando avanti, quanto meno acconsentendo ad una deroga al patto di stabilità interno per gli interventi realizzati per l’emergenza neve”. Lo chiede il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, sottolineando come: “Da giorni i tecnici e i dipendenti delle province lavorano, saltando turni di riposo, per cercare di consentire alle comunità e ai piccoli paesi di resistere al meglio alla neve, ma le risorse sono agli sgoccioli. C’è bisogno di potere usare quanto possibile, derogando ai vincoli del patto di stabilità, per pagare le ditte che stanno lavorando a spalare e i mezzi spazzaneve, ma anche per riparare i danni che questa ondata di maltempo ha procurato alle strutture pubbliche e alle strade”. Intanto ieri nel corso del Consiglio dei ministri il Presidente del Consiglio Mario Monti ha riferito di avere ricevuto il Prefetto Gabrielli, alla presenza anche del Ministro dell’interno Cancellieri, del Vice Ministro Grilli e del sottosegretario Catricalà, per un esame della situazione a seguito dell’ondata di maltempo. Sulla base dell’ampia relazione fornitagli dal capo del Dipartimento della protezione civile, il Presidente, si legge nella nota ufficiale di palazzo Chigi, ha informato il Consiglio dei Ministri sulle misure emergenziali adottate e su quelle ancora da intraprendere, così come sulle azioni di carattere preventivo necessarie per fronteggiare la nuova perturbazione attesa per la fine di questa settimana, sensibilizzando tutti i Ministri competenti ad assicurare l’impegno più incisivo da parte di tutte le strutture del governo del territorio e delle imprese di gestione dei pubblici servizi al fine di tutelare la pubblica e privata incolumità, nel quadro del coordinamento esercitato dal Dipartimento della protezione civile. “I sindaci sono ancora una volta soli alle prese con l’emergenza neve dei giorni scorsi e sono ancora più preoccupati per il possibile avvicinarsi di un’altra ondata di maltempo nei prossimi giorni. Tutte situazioni che riportano alla ribalta ruolo e funzioni della Protezione Civile”, afferma Graziano Delrio, presidente Anci, che aggiunge: “Una Protezione Civile che nel nostro Paese è funzione attribuita a più livelli di Governo, con il Sindaco che ha il ruolo di responsabile comunale di Protezione civile. Questo farebbe pensare che il Sindaco sia un po’ il ‘dominus’ di tutti gli interventi di emergenza nel proprio territorio. E invece la situazione è questa: se ci fosse bisogno di far intervenire i Vigili del Fuoco il Sindaco deve avanzare una richiesta alla Prefettura; se fosse necessario l’intervento della Protezione Civile si deve rivolgere al coordinamento regionale o provinciale della stessa, che provvede alla attivazione delle procedure. Insomma, responsabilità tante, ma autonomia zero”. “In tutto questo – precisa Delrio – la amministrazione comunale, per questa funzione esercitata dal sindaco, non riceve nemmeno un euro. Mentre invece, come apprendiamo oggi (ieri, n.d.r.), l’Esercito pretende che i comuni firmino un contratto preventivo con l’impegno a pagare gli eventuali militari utilizzati come spalatori o i mezzi che fossero utilizzati nell’emergenza. Tutto questo appare assurdo. Non si puo’ pensare che il Sindaco sia responsabile di tutto, anche penalmente, ma senza poter disporre di alcunche”’. “Ricordiamo che la situazione è ancora grave in ampie zone del Paese – rileva il presidente Anci – con comuni isolati e popolazioni in situazione di difficoltà. È giunto il momento di un chiarimento urgente e serio delle competenze in materia di protezione civile. Bisogna che sia chiaro dove inizia e dove finisce il ruolo dei sindaci. Senza una certezza di questo tipo – conclude – a noi sindaci non resta altro che riconsegnare la delega in materia nelle mani dei Prefetti”. “Sono perfettamente d’accordo con il presidente dell’Anci, Graziando Delrio: i comuni italiani non possono continuare a essere da un lato la prima linea della protezione civile in Italia e dall’altro il capro espiatorio di tutti i disservizi che si registrano quando si verificano calamità naturali. C’è bisogno di un profondo chiarimento sulle funzioni del Dipartimento nazionale protezione civile e sul ruolo degli enti locali attraverso un provvedimento legislativo che ricostruisca una struttura articolata ed efficace per fronteggiare le calamità naturali in Italia”, sottolinea in una nota il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, uno di quelli maggiormente chiamati in causa per le vicende di questi giorni. Nel frattempo il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani ha chiesto un intervento del Governo perché venga accordato lo slittamento di un mese per le comunicazioni e i relativi pagamenti presso l’Agenzia delle entrate, l’Inps e l’Inail da parte delle imprese. La richiesta è stata avanzata tramite lettera indirizzata al sottosegretario Antonio Catricalà in linea con quanto chiesto nelle scorse ore alla regione dalle organizzazioni imprenditoriali. In particolare dai contatti con le associazioni imprenditoriali “emergono significative difficoltà anche nello svolgimento dell’attività quotidiana delle migliaia di imprese del nostro territorio”, che a causa della situazione di disagio “chiedono di sostenere la richiesta di proroga dei termini per la presentazione delle dichiarazioni e dei versamenti previsti per il prossimo 16 febbraio, a seguito dei ritardi cumulati nelle elaborazioni dei dati e delle relative comunicazioni”.

(Fonte: www.lagazzettadeglientilocali.it)

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