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Passo avanti sul d.d.l. a difesa del suolo: ok della Conferenza Stato-Regioni

Finalmente arriva il via libera da parte della Conferenza Unificata Stato-Regioni al ddl per la difesa del suolo. 
Dall’approvazione in Consiglio dei Ministri all’inizio dell’estate, il provvedimento che permette, sostanzialmente, di arginare il consumo di suolo riceve il parere favorevole delle regioni anche se con osservazioni – definite proposte emendative “irrinunciabili” – legate soprattutto ad un maggior coinvolgimento degli enti locali, specie nella pianificazione. 
Per lo ‘sblocco’ dell’iter del ddl – proposto dai Ministeri dell’ambiente, delle politiche agricole, dei beni culturali, delle infrastrutture – si era speso, più volte, Andrea Orlando: con il via libera “avremo fatto un passo in avanti, altrimenti proporrò la normativa come collegato alla legge di stabilità” ha detto nei giorni scorsi. 
Per il Ministro Orlando due sono i punti fondamentali del provvedimento: non poter costruire utilizzando nuovo suolo se non si è già intervenuti sull’esistente; non poter usare gli oneri di urbanizzazione per fare cassa. Per il presidente della Commissione ambiente alla Camera Ermete Realacci, parlando della Legge di Stabilità, serve “un significativo aumento degli stanziamenti per la difesa del suolo”. 
I governatori “apprezzano l’iniziativa del Governo” e condividono “le finalità” del disegno di legge: valorizzazione, promozione e tutela dei terreni agricoli, del paesaggio e dell’ambiente. Tra le modifiche che chiedono le Regioni, un “raccordo” del testo con “le normative regionali”, specie nel “governo del territorio”. In particolare sembrerebbe destare maggior attenzione quanto contenuto nell’articolo 4 sulle priorità del riuso per “le ricadute sull’attività pianificatoria di competenza degli enti territoriali”. Poi, nel mirino anche l’articolo 9 ritenuto “invasivo delle competenze legislative regionali e delle attribuzioni degli enti locali”. L’Anci chiede la creazione di “incentivi per un minore e migliore utilizzo del suolo a favore dei comuni”, tipo la riconversione degli edifici esistenti sul modello di Berlino.

(Fonte: Ansa)

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