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Palazzo Marino verso la deroga al patto nel 2014

Fonte: Il Sole 24 Ore

Più che un risultato concreto, per ora è una promessa. Ma per il Comune di Milano si tratta comunque di una buona notizia: la deroga al patto di stabilità per gli investimenti di Expo dovrebbe essere concessa nel 2014.
Quindi, per facilitare la gestione finanziaria, Palazzo Marino salderà fra un anno 100 milioni di spese previste nel 2013 per l’evento universale del 2015. E sempre nel 2014, se la promessa verrà rispettata, il Comune potrà concentrare con meno problemi il grosso dei pagamenti pianificati per l’evento universale, 425 milioni complessivi, di cui 225 per le opere essenziale Expo e 200 per la manutenzione della città. 
È quanto emerso ieri dalla riunione a Roma a cui hanno partecipato l’assessore al Bilancio di Milano, Francesca Balzani, e il direttore delle relazioni istituzionali del Comune, Gianni Confalonieri, insieme ai tre sottosegretari del governo Letta Luigi Casero, Stefano Fassina e Maurizio Martina. Il Comune di Milano sta vivendo una fase finanziaria molto critica: quest’anno il buco nella parte corrente è pari a 431 milioni, ridotti a 231 grazie a massicci tagli ai budget degli assessorati. Per far quadrare i conti si dovrà inoltre ricorrere alla leva fiscale: l’Irpef al massimo (0,8%) e l’Imu sulla prima casa con un punto e mezzo in più (dal 4 al 5,5 per mille). Un record negativo per la città.
A questo si aggiunge la necessità di garantire 940 milioni di investimenti per il triennio 2013-2014-2015 (inseriti nel conto capitale), in parte per le opere essenziali di Expo e in parte per la manutenzione cittadina ordinaria e straordinaria, finalizzata proprio al decoro e al miglior funzionamento della città nel 2015, quando a Milano, secondo le previsioni, dovrebbero arrivare 20 milioni di visitatori per l’evento universale. Una coperta evidentemente troppo corta, soprattutto senza una deroga al patto di stabilità per le spese di Expo. 
Per questo i vertici di Palazzo Marino hanno cominciato a fare pressing su Roma. Con due richieste: la deroga al patto, appunto, e la possibilità di tenere aperto il bilancio previsionale 2013 fino a quando il governo non avrà ridisegnato le norme fiscali degli enti locali. 
Anche su quest’ultimo fronte ci sarebbero stati esiti positivi. Sempre ieri il sindaco di Milano Giuliano Pisapia ha incontrato il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, dal quale avrebbe avuto rassicurazioni sulla possibilità di posticipare a settembre la chiusura dell’esercizio 2013. Oltre a questo, il sindaco ha anche chiesto che l’Imu rimanga ai Comuni in porzione maggiore di adesso. Basti pensare che oggi Milano preleva dall’imposta sugli immobili 1,53 miliardi, ma trattiene nelle casse comunali solo 721 milioni, per cedere il resto al fondo di perequazione nazionale.

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