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Palazzo Chigi alle Regioni: “Patto sui tagli”

ROMA – Regioni e Finanziaria: parliamone. Il governo non ha ceduto alla richiesta dei governatori di rivedere l’entità dei tagli che li riguardano, ma ora apre uno spiraglio alla trattativa. Non sul quanto, ma sul come. Alla vigilia di un altro giorno difficile per l’esecutivo (oggi nel calendario delle proteste contro la manovra sarà la volta dei medici) dal ministro Raffaele Fitto è arrivata una promessa e una richiesta di collaborazione. È a lui, titolare dei Rapporti con le Regioni, che il governo ha affidato un tentativo di riconciliazione: «L’ipotesi – ha spiegato Fitto – è di definire nei prossimi mesi un patto sui contenuti dei tagli. Vedremo come spalmarli e come saranno suddivisi» ha detto, augurandosi «una linea di gradualità, ma anche di collaborazione». Appena chiuso il dibattito sulla manovra, ha specificato, «avvieremo questo percorso condiviso» a favore del quale ha giocato la decisione delle Regioni di rinunciare alla restituzione delle deleghe. Davanti all’iniziativa del ministro gli enti restano cauti. La Polverini, presidente del Lazio, ritiene importante «capire insieme come e dove tagliare»; Formigoni, governatore della Lombardia, assicura che «è bene che il governo apra al dialogo: noi chiediamo il federalismo fiscale e la ridiscussione dei tagli». Ma Vasco Errani, presidente dell’Emilia e della Conferenza Stato-Regioni, specifica come si possa «parlare di un passo avanti solo se il confronto sarà prima dei tagli». «Da sempre chiediamo un confronto vero che porti alla presa d’atto che i tagli per le regioni e i servizi sono insostenibili e che alle competenze debbano corrispondere le risorse» ha detto. Il clima quindi resta teso, anche perché i segnali che arrivano dal paese non sono positivi. Uno studio della Banca d’Italia sul credito specifica che fra marzo 2010 e lo stesso mese dello scorso anno i sono aumentati i prestiti bancari a vantaggio delle famiglie consumatrici (più 4,2 per cento), ma sono diminuiti quelli concessi alle imprese (meno 3,3) . Oggi a protestare contro gli effetti della manovra saranno i medici, veterinari e dirigenti del sistema sanitario pubblico: una paralisi di 24 ore che garantirà le emergenze, ma farà saltare 40 mila interventi chirurgici e migliaia di visite specialistiche ed esami. Disagi per quali «la categoria si scusa», precisa Massimo Cozza della Cgil medici, «ma è il gioco il bene prezioso della sanità». Sotto accusa, oltre alla penalizzazione economica per i giovani, è il licenziamento della metà dei precari e il blocco dei turn over che porterà ad una carenza di 30 mila medici. Il ministro Fazio replica: «Non si prevede blocco del turn over nelle Regioni con i conti a posto e si pensa ai contratti a tempo per valorizzare il merito».

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