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Pagamenti, pressing sulla direttiva

Cento giorni con picchi molto più alti secondo Confindustria Piemonte. Un media che sale a 150 giorni per i costruttori subalpini. Addirittura sei mesi nel settore sanitario delle coop liguri. Non accennano a diminuire i tempi di pagamento della pubblica amministrazione. E, in una situazione di scarsa liquidità come l’attuale, per le aziende il problema è sempre più insostenibile. Non può essere quindi che di plauso la reazione delle categorie alla direttiva Ue che impone un massimo di 30 giorni per pagare i fornitori (60 nella sanità). Pena, un interesse di mora dell’8% maggiorato del tasso di riferimento Bce. I pagamenti tra aziende dovranno avvenire di norma entro 60 giorni. Tempi lunghi però: il provvedimento potrà essere recepito entro due anni. Esperienze e reazioni. «Era ora si facesse qualcosa – dice il presidente della Piccola impresa di Confindustria Genova, Fabrizio Ferrari – il problema è quando e come verrà applicata la norma. Intanto, rischiamo di prolungare la sofferenza per altri due anni. In Italia, l’ente appaltante impone spesso contratti con pagamento a 180 giorni, talvolta neanche rispettati». «Quando va bene i pagamenti avvengono a 90 giorni, ma nella media sono 5-6 mesi», rincara la dose Valerio Balzini, segretario di Confcooperative Liguria che punta il dito sull’emergenza in cui vive specialmente il settore socio-sanitario. «La maggior parte della nostra economia regionale – continua – si basa su Pmi che non riescono ad ammortizzare i ritardi». Cauto sul provvedimento è invece Filippo Monge, presidente del Centro studi Ance Piemonte e Valle d’Aosta: «Le intenzioni sono buone, ma di scarsa applicabilità. Gli enti pubblici difficilmente riusciranno a rispettare i termini. Certo, la situazione per quanto ci riguarda è drammatica, con tempi medi intorno a 150 giorni». Indagine sul campo. Il problema è che il taglio di fondi pubblici aggrava la situazione finanziaria degli enti, specialmente di quelli socio-sanitari. Abbiamo chiesto anche il loro punto di vista. All’ospedale Molinette di Torino, la media dei pagamenti si attesta sui 220 giorni (in lieve miglioramento rispetto ai 240-270 registrati negli anni scorsi). Il pagamento delle utenze – precisa l’azienda ospedaliera – avviene a scadenza. Per mantenere un ritardo meno gravoso, le Molinette ricorrono ad anticipi presso il proprio Tesoriere che al momento equivalgono a 41 milioni. I debiti ammontano invece a 141 milioni, di cui 130 relativi al 2010 e i restanti 11 riferibili a contenziosi nei confronti dei fornitori. I crediti verso i privati si attestano su 40 milioni, mentre quelli verso la regione Piemonte sui 96. «Come dimostrano i dati – sottolinea il direttore generale, Giuseppe Galanzino – la nostra azienda è in ritardo nei pagamenti in relazione ai crediti maturati e non riscossi». Al San Martino di Genova, la media dei pagamenti è di 170 giorni (anche qui in diminuzione rispetto ai 210 – 240 degli anni scorsi) e, ad oggi, l’ente registra pagamenti in sospeso per 92 milioni e mezzo. Minori, seppure alte, le medie di ritardo nelle amministrazioni comunali. La Città di Torino paga i propri fornitori a 90 giorni dalla data di ricevimento fattura: i tempi – dicono dal comune – sono mediamente rispettati e in linea con gli ultimi due anni. Ad oggi non risultano pagamenti in sospeso, salvo che il comune non abbia specifici accordi o convenzioni con le proprie partecipate. È comunque possibile – precisano – che a causa del patto di stabilità, i tempi si allunghino per i pagamenti in conto capitale. Al comune di Genova il tempo medio che intercorre tra la data di emissione della fattura e l’emissione del mandato di pagamento, risulta per il 2010 di circa 58 giorni: in calo rispetto ai 65 del 2009 e ai 69 del 2008. Un occhio, infine, sulle Regioni: l’amministrazione piemontese dichiara di pagare in media a 90 giorni (le transazioni commerciali rappresentano non più del 15% del totale dei pagamenti, il resto sono contributi e trasferimenti senza scadenza), la ligure da 30 a 90 (il totale delle pratiche da pagare presso il servizio ragioneria ammonta a circa 166 milioni) mentre la valdostana a 24 giorni (nel 2008 erano 42: l’accelerazione è dovuta all’attivazione nel 2009 di un nuovo sistema informatico finanziario per le liquidazione e ad una modificata gestione della liquidità di cassa). La politica. Il consiglio regionale del Piemonte ha approvato l’ordine del giorno presentato da Mauro Laus (Pd) con cui si invita il presidente della giunta ad attivarsi presso il Parlamento affinché si recepisca rapidamente la direttiva e nel frattempo vengano individuati gli strumenti di competenza regionale utili alla risoluzione dei ritardi. La regione, intanto, ha inserito all’interno delle misure previste dalle linee guida del Piano per la competitività 2011-2015 «l’anticipo crediti pubblica amministrazione»: prevede il sostegno alle piccole e medie imprese che vantano crediti nei confronti di enti pubblici locali della regione e/o di enti strumentali di tali enti, in ragione dello svolgimento di lavori e servizi a loro favore e che registrano il ritardato pagamento. La finalità della misura, gestita da Finpiemonte, è quella di smobilizzare tali crediti e fornire liquidità immediata alle imprese beneficiarie.

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