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Pagamenti lumaca della p.a., Popolare di Vicenza in pole

In attesa che il problema dei ritardati pagamenti delle imprese nei confronti della p.a. trovi una soluzione «normativa» (si veda l’anticipazione sulle misure allo studio del governo pubblicate su ItaliaOggi del 4/10/2011) la Banca Popolare di Vicenza si porta avanti. Ad oggi l’istituto di credito presieduto da Gianni Zonin ha siglato e rinnovato oltre 200 accordi con enti pubblici per offrire un valido e concreto sostegno ad artigiani, commercianti, agricoltori e piccole e medie imprese fornitori. Tali accordi hanno l’obiettivo di agevolare la monetizzazione dei crediti vantati dai fornitori di beni e servizi nei confronti degli enti, attraverso la modalità del-l’«anticipo fatture» a condizioni agevolate. Oltre a garantire la liquidità necessaria alla gestione aziendale, ponendo le imprese al riparo da possibili ritardi di pagamento da parte dell’ente pubblico, le intese sono finalizzate ad assicurare e favorire la necessaria continuità di fornitura dei servizi a beneficio della collettività. L’istituto mette a disposizione dei fornitori degli enti linee di credito dedicate a condizioni particolarmente vantaggiose che permetteranno alle imprese di anticipare fino al 100% dell’importo della fattura per un periodo massimo di 12 mesi. Per facilitare l’accesso al credito delle imprese, l’ente rilascia al proprio fornitore una «Certificazione del Credito», che è un’attestazione nella quale certifica l’ammontare complessivo del credito, che sia certo, liquido e esigibile, che sia iscritto nel conto dei residui passivi e che trovi copertura negli stanziamenti di uno specifico capitolo di spesa. Gli enti soggetti al patto di stabilità dovranno anche certificare che il credito verrà saldato entro una certa data. Secondo Samuele Sorato, direttore generale di Banca Popolare di Vicenza «i numerosi accordi siglati con gli enti pubblici testimoniano la capacità della Banca di sostenere i numerosi artigiani, commercianti, agricoltori, piccole e medie imprese del territorio di riferimento».

Fonte: Italia Oggi

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