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Orizzonte 2020, Ricerca ed innovazione: accorpati i finanziamenti

Il programma 2014-20, noto come Orizzonte 2020, raggrupperà tutti i finanziamenti dell’UE per la ricerca e l’innovazione in un unico quadro di riferimento, favorendo la trasformazione delle scoperte scientifiche in prodotti e servizi innovativi destinati a migliorare la vita di tutti i giorni e a creare nuove opportunità commerciali. I finanziamenti previsti riguardano 3 obiettivi fondamentali: 1) 24,6 miliardi di euro per garantire il primato dell’Europa nel settore scientifico a livello mondiale. Il bilancio del Consiglio europeo della ricerca, che finanzia la ricerca fondamentale di alcuni fra i più eminenti scienziati europei, aumenterà del 77%. 2) 17,9 miliardi per assicurare la leadership dell’industria europea nel campo dell’innovazione, compresi gli investimenti a favore delle tecnologie strategiche e delle piccole imprese che hanno bisogno di finanziamenti. 3) 31,7 miliardi per affrontare le questioni di maggiore attualità nei seguenti settori: salute, evoluzione demografica e benessere, sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina e marittima e bioeconomia, energia sicura, pulita ed efficiente, trasporti intelligenti, ecologici e integrati, azione per il clima, uso efficiente delle risorse e materie prime, società solidali, innovative e sicure. Per ridurre gli oneri amministrativi, la Commissione intende semplificare le procedure di rimborso per i progetti di ricerca finanziati dall’UE, ridurre le formalità burocratiche per preparare una proposta di ricerca, eliminare revisioni e controlli inutili e abbreviare i tempi fra l’approvazione del progetto e il ricevimento della sovvenzione. Molti elementi essenziali dell’attuale programma saranno riconfermati, per esempio gli investimenti nelle tecnologie abilitanti fondamentali come le nanotecnologie, le iniziative per favorire i contatti fra università, centri di ricerca e imprese, la collaborazione internazionale e i finanziamenti per i giovani ricercatori. Il programma passa ora all’esame dei ministri nazionali e del Parlamento europeo con l’obiettivo di giungere a un accordo entro la fine del 2013.

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