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Ok delle imprese ai pagamenti sprint

MILANO – Sessanta giorni di tempo per pagare i creditori. Poi la pubblica amministrazione dovrà versare un interesse di mora dell’8 per cento. Si conclude così una battaglia che in questi mesi ha visto impegnate in prima linea il mondo delle imprese: l’Europarlamento ha infatti approvato a larghissima maggioranza una direttiva che taglia i tempi dei pagamenti. Il testo su cui c’è l’accordo del Consiglio dovrà essere formalizzato prossimamente. L’approvazione rappresenta un passaggio importante anzi «un vero passo avanti» lo ha definito, il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, perché è «un reale aiuto per le aziende e soprattutto per le piccole e medie imprese in un momento in cui la restrizione del credito crea ancora problematiche». Se poi la pubblica amministrazione «inizierà a rispettare le tegole sarà un esempio per tutti gli altri attori economici». Il presidente di Confindustria, che a giugno scorso era stata a Bruxelles proprio per sollecitare l’iter del provvedimento legislativo europeo, lo ha detto in un videomessaggio inviato agli euro-parlamentari del Pdl, in cui ha ringraziato in particolare il vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani e «tutti quanti si sono impegnati» per l’approvazione del provvedimento. Nel messaggio Marcegaglia ha osservato che il ritardo dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione «in alcune regioni, e in particolare nel settore della sanità, è una piaga che mina la sopravvivenza delle imprese». Dopo aver ricordato che tali ritardi in certi casi «arrivano a 800 giorni», Marcegaglia ha affermato che ora «il secondo step è nell’impegno di tutti per il recepimento a livello nazionale, regionale e locale». «Noi – ha concluso il presidente di Confindustria – siamo pronti a collaborare anche in questa seconda fase che è altrettanto importante, perché se arriveremo a recepire in modo serio e concreto la direttiva questo darà fiato e respiro alle nostre imprese». In linea con il plauso di Confindustria l’Ance che definisce il testo «un provvedimento moderno che prevede forti sanzioni per le pubbliche amministrazioni in caso di ritardato pagamento alle imprese, quale deterrente sostanziale contro una pratica inaccettabile anche se finalizzata a tener sotto controllo il deficit pubblico», ha osservato il presidente dell’Associazione dei costruttori, Paolo Buzzetti. Ai costruttori rimane la preoccupazione per i tempi dell’applicazione delle nuove norme in Italia. «Non possiamo aspettare due anni per ottenere risposte su un problema, quello dei ritardati pagamenti, che mette a rischio la stessa sopravvivenza di molte imprese di, costruzioni, soprattutto quelle piccole e medie», sottolinea Buzzetti. Timore condiviso da Confartigianato secondo cui «l’Italia deve recepire subito la direttiva» dal momento che siamo «maglia nera» in Europa: con 186 giorni contro i 63 giorni della media Ue. Una situazione che determina un «costo in termini di maggiori oneri finanziari per la filiera” delle imprese artigiane stimabile in 1410 miliardi di euro».

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