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Oggi in C.d.M. il nuovo decreto salva Roma

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Arriva il nuovo “salva Roma”. Oggi il Consiglio dei Ministri esaminerà un “decreto legge enti locali” per mettere in sicurezza il bilancio della Capitale. Ad annunciarlo il premier Matteo Renzi, durante l’intervento della Direzione del Pd. I tecnici hanno lavorato tutto il giorno per mettere a punto una soluzione che eviti una reiterazione tout courtdel vecchio provvedimento ma garantisca al contempo i conti del Campidoglio e i servizi ai cittadini. Che, secondo l’allarme lanciato ieri mattinata dal sindaco Ignazio Marino, sarebbero altrimenti ad alto rischio.

“Io da domenica – ha infatti annunciato di buon’ora – blocco la città”. Un ultimatum che Palazzo Chigi ha fatto sapere di non aver apprezzato e i cui toni successivamente sono stati smussati dallo stesso sindaco, che ha espresso “fiducia” in Renzi. “Le motivazioni di Marino erano comprensibili – ha spiegato infatti in serata lo stesso Presidente del Consiglio – il tono no”. Il governo – è stata la replica arrivata da Palazzo Chigi – sta lavorando per risolvere con urgenza un problema creato da altri. Ragion per cui i toni utilizzati da Marino avrebbero irritato la Presidenza del Consiglio e sempre in mattinata vi sarebbe stata una telefonata tra lo stesso premier e il sindaco definita “energica”. Polemica, quella del numero uno del Campidoglio che non ha convinto anche parte del Pd capitolino, che ieri insieme ad alcuni deputati Dem si è riunito nella sede della federazione romana.

La conversazione con il premier è stata da “sindaco a sindaco” è la versione di Marino, che nel corso della giornata ha confermato anche l’arrivo di nuove norme. Niente asili nido chiusi, niente autobus fermi, niente dipendenti a spasso, niente vendita delle grandi aziende municipalizzate, così come paventato dunque in un primo momento: i romani nei prossimi giorni continueranno a vivere come sempre. D’altro canto il sindaco ha spiegato che l’eventuale blocco non sarebbe una scelta ma una conseguenza della mancanza delle risorse stanziate dal provvedimento approvato dal governo Letta ma ritirato mercoledì dal nuovo Esecutivo a causa dell’annunciato ostruzionismo di M5S e Lega.

“In questi minuti – ha spiegato ieri sera il sindaco di Roma Ignazio Marino prima di entrare al Teatro dell’Opera per assistere alla prima del Manon Lescaut – i tecnici del Campidoglio si sono ancora una volta recati a Palazzo Chigi per completare la revisione del testo che il presidente del consiglio domani porterà al consiglio dei ministri. Mi auguro che così come tutti aspettiamo ci siano quei contenuti che possano permettere di scrivere al più presto il bilancio della città perché voglio che Roma torni ad essere una città normale dove i bilanci non si scrivano con un anno di ritardo ma di anticipo”.

Sul tavolo l’ipotesi di garantire via decreto-legge le norme relative all’anno in corso (“Ci sarà un provvedimento per il 2014″ ha confermato anche Giovanni Legnini in serata) e quelle relative al piano triennale e alla messa in sicurezza a medio e lungo termine delle casse di Roma, mentre – secondo quanto viene riferito da fonti parlamentari – per il 2013 si dovrebbe utilizzare la strada di un emendamento (a un altro provvedimento come il d.d.l. Enti locali all’esame del Senato o al decreto-legge di oggi). Una scelta che potrebbe essere dettata da ragioni tecniche e che è confermata dalla senatrice del Pd Monica Cirinnà: “La norma di salvaguardia sarà contenuta – assicura – in un emendamento del governo ad uno dei prossimi decreti in conversione in Parlamento”.

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