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Oblio su servizi e ambiente

A livello regionale la situazione è speculare al quadro nazionale: i fondi passano da quasi 6 mila mln nel 2002 a 3,400 nel 2009. Nell’ultimo anno, le risorse rimaste disponibili, nelle regioni del Centro-nord, sono state principalmente spese per gli investimenti in ricerca, mentre al Sud il sostegno agli investimenti è ancora l’obiettivo che presenta più esborso finanziario. In Lombardia e in Friuli Venezia Giulia una buona parte delle risorse viene spesa per finanziare progetti di internazionalizzazione. Sono queste le principali considerazioni da fare se si osservano i dati relativi alla distribuzione delle erogazioni per principali obiettivi della politica industriale nell’anno 2008 e 2009 (si vedano le tabelle). Considerando che c’è stato un calo significativo delle risorse rispetto al 2002, anno di inizio dell’analisi, che dal 2006 i fondi si sono notevolmente ridotti, precipitando nel 2008 a solo 2.500 mln, confrontando i dati del 2008 con quelli del 2009 vediamo come in tutte le regioni italiane, dove sono diventati operativi gli interventi per combattere la crisi, si assiste, invece, a un notevole incremento dei fondi erogati per la ricerca. In particolare salta all’occhio la Lombardia, nella quale le risorse spese per la ricerca passano dal 13,3% al 60,7%. Questo ingente spostamento dei fondi è senz’altro dovuto al credito di imposta per la ricerca, strumento che ha avuto successo in tutte le regioni italiane, ma in particolare modo nella regione Lombardia, ove nel biennio 2008-2009 ha rappresentato il 37% del totale delle agevolazioni erogate in questa regione. Da evidenziare che questo strumento andando a finanziare solo il 15% dei costi sostenuti suona più come un premio per chi comunque avrebbe fatto, che un incentivo a fare. Altro strumento che ha visto importanti erogazioni in Lombardia nel periodo 2008-2009 (30,7% delle erogazioni della regione) è il credito agevolato all’esportazione di cui al dlgs 143-1998 art. 14, attraverso il quale vengono erogati contributi agli interessi su operazioni di finanziamento di crediti anche nella forma di locazione finanziaria, relativi a esportazioni di merci, prestazioni di servizi, nonché esecuzione di studi, progettazioni e lavori all’estero. A livello nazionale, conseguentemente all’aumento delle risorse spese per la ricerca, sono calate le spese per gli altri obbiettivi relativi a sostegno agli investimenti, servizi qualificati e ambiente, early stage e internazionalizzazione. Per quanto riguarda l’obbiettivo «Sostegno agli investimenti» la percentuale di distribuzione cala parecchio in tutte le regioni del Centro-nord, con l’unica eccezione della provincia di Trento e della regione Abruzzo. Per il resto tutte le regioni del Sud d’Italia hanno incrementato la percentuale di utilizzo dei fondi per il sostegno degli investimenti dal 2008 al 2009, con l’unica eccezione della Basilicata che presenta un lievissimo calo. Esemplificando possiamo dire che le regioni del Centro-nord nel 2009 hanno spese maggiormente per progetti di ricerca, mentre quelle del Sud per il sostegno agli investimenti produttivi. Questo è senz’altro dovuto al fatto che le regioni del Sud facendo parte dell’Obiettivo Convergenza beneficiano di bandi ad hoc e hanno la possibilità di attingere a entità di contributo assai più alte rispetto al Centro-nord, dove ormai le aree classificate come depresse sono ridotte all’osso e quando ricorrono beneficiano di entità di contributo minime. Per quanto concerne invece l’obiettivo «Servizi Qualificati e ambiente», sono poche le regioni che vi hanno destinato risorse, si tratta di Piemonte, Provincia di Bolzano, Umbria, Marche e Sicilia. Le altre regioni sia nel 2008 che nel 2009 hanno erogato somme irrisorie per questo obbiettivo. L’obbiettivo «Early stage», vale a dire il finanziamento di imprese start up tramite operazioni private equity e di venture capital, è stato maggiormente finanziato negli anni 2008-2009 dalle Regioni Liguria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania e Calabria, si nota invece uno scarso utilizzo da parte delle regioni del Nord, che presentano bassissime percentuali di spesa. L’ultimo obiettivo preso in considerazione, ossia «Internazionalizzazione», presenta una situazione opposta da quella dell’Early Stage, in quanto le risorse per questo obiettivo sono state principalmente spese dalle regioni del Centro-nord, mentre nelle regioni meridionali le risorse spese per l’internazionalizzazione sono quasi nulle. Se si prende in considerazione poi la storia delle erogazioni dal 2002 al 2009 di tutti gli strumenti nazionali e regionali ad eccezione della Legge 808/85 (tabella) vediamo come le risorse spese a livello nazionale sono proporzionalmente scese anno dopo anno dal 2002 al 2008 per poi conoscere un incremento nel 2009, senz’altro per effetto delle erogazioni del credito di imposta per la ricerca. A livello regionale invece, si assiste a dei cali drastici per le regioni del Sud, se si confrontano i dati del 2002 con quelli del 2009. Per esempio la Campania ha più che dimezzato le risorse spese ( da 1.038 Meuro del 2002 è passata ai 481 Meuro del 2009), altri esempi eclatanti sono la Calabria e la Sardegna, ove le risorse erogate nel 2009 sono pari a un terzo di quelle erogate nel corso del 2002. Se diamo poi uno sguardo a quelle che sono le erogazioni dei fondi gestite direttamente dalle regioni, notiamo in linea di massima che nelle regioni del Centro-nord rappresentano la maggior parte delle erogazioni totali, addirittura nella provincia di Bolzano arrivano al 100%, mentre nelle regioni del Sud le erogazioni ad opera della regioni non hanno mai superato il 30% nel periodo 2002-2009.

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