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No tax area, pochi euro in più

Per redditi complessivi inferiori a 12 mila euro, prevista l’estensione della detrazione per lavoro dipendente (no tax area). Così facendo nelle tasche di lavoratori e pensionati potrebbero esserci qualche centinaio di euro in più. Con la presentazione di un emendamento all’art. 6 del ddl stabilità 2014, rubricato «Estensione no tax area a tutti i soggetti Irpef a 12 mila euro», a firma di Giancarlo Sangalli (Pd), Anna Cinzia Bonfrisco (Pdl) e Remigio Ceroni (Pdl), viene avanzata la proposta di inserire una soglia di esenzione, da definire anche nell’ammontare con provvedimento governativo, per tutti i contribuenti che dichiarano un reddito complessivo lordo inferiore a 12 mila euro. Posta la relativa copertura di 1,8 mld di euro derivanti dai tagli alle spese delle amministrazioni pubbliche, si potrebbe pensare di agire nel senso dell’incremento della detrazione di 1.840 euro prescritta, attualmente, dall’art. 13, dpr 917/1986 per un reddito complessivo non superiore a 8 mila euro. La detrazione in questione, quando riguarda redditi da lavoro dipendente o da pensione, si riduce a 1.338 euro, a seguito dell’applicazione di un complesso meccanismo per i redditi compresi tra gli 8 mila e i 15 mila euro e senza applicazione del quoziente, se il reddito complessivo si attesta tra 15 mila e 55 mila euro. Di fatto (si veda tabella in pagina), se si prende l’esempio di un lavoratore dipendente (part-time) con due figli a carico al 50% e un reddito lordo pari a euro 11.370,71 (di circa 3.370 in più rispetto agli 8 mila euro), l’Irpef dovuta risulta pari a 299,74 euro. Allo stesso, infatti, spetta la detrazione di 717,28 euro per carichi di famiglia e la detrazione per lavoro dipendente pari a 1.598,24 euro. Il calcolo di quest’ultima detrazione è, però piuttosto complesso, ed è prescritto dalla let. b), dell’art. 13 del Tuir, e tiene conto del seguente rapporto: scaglione sul quale viene applicata la prima aliquota Irpef (15 mila euro) diminuito del reddito dichiarato (11.370,71 euro). Il risultato deve essere, poi, diviso per 7 mila euro (differenziale tra 8 mila e 15 mila) al fine di ottenere un coefficiente (15.000 – 11.371 : 7.000 = 0,5184). La detrazione, di conseguenza, viene calcolata nella considerazione che la citata lett. b), dell’art. 13, prevede una detrazione massima di 1.338 euro, aumentata del prodotto tra 502 euro e il coefficiente ottenuto in precedenza (0,5184), rapportato al tempo di lavoro nell’anno (in tal caso 365 giorni su 365). Il risultato di questa formula (1338 + (502 x 0,5184) x 365: 365 = 1.598,24) non è altro che la detrazione per lavoro dipendente, determinata tenendo conto dell’attuale no tax area. Pertanto, se la no tax area, da ritenersi più una detrazione per lavoro dipendente o da pensione, viene applicata con il medesimo meccanismo (e medesimi coefficienti), innalzando però sino a 12 mila euro la stessa (dagli attuali 8 mila euro, di cui alla lettera a, dell’art. 13), pur restando fermo l’ammontare della detrazione 1.338, con l’incremento del coefficiente, si otterrebbe una detrazione maggiorata pari a 1.945,27 che, come nell’esempio precedente indicato, sommata a 717,28 euro per detrazione per carichi di famiglia, porterebbe le detrazioni a euro 2.662,55, con azzeramento totale dell’Irpef e aumento della disponibilità in capo al lavoratore di circa 300 euro. Riassunto così questo difficile calcolo, concernente l’applicazione di un’area di esenzione più estesa, è opportuno evidenziare che l’emendamento introdotto non stabilisce l’ammontare dell’area rinviando, a un futuro provvedimento del governo, l’indicazione di una soglia di esenzione Irpef da riconoscere, questo è certo, a tutti i soggetti che dichiarano un reddito complessivo inferiore a 12 mila euro. Peraltro, la no tax area viene normalmente adottata quando non esiste un vero e proprio sistema di sostegno per i titolari di redditi bassi, ma soprattutto quando la disciplina tributaria vigente dispone di un numero limitato di spese detraibili, giacché in presenza di un numero e di un’entità elevata di detrazioni, la tassazione è comunque nulla per i redditi di ammontare contenuto.

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