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Nel calcolo dei fabbisogni peserà anche il personale

ROMA – Nel calcolo dei fabbisogni standard bisognerà tenere conto anche della quantità e qualità dei servizi erogati, del personale impiegato per produrli e della customer satisfaction . A prevederlo è l’ultima «bozza» del decreto attuativo sui livelli di spesa efficiente degli enti locali che dovrebbe ottenere oggi il via libera preliminare del Consiglio dei ministri. Dopodiché il governo si concentrerà sul secondo e ultimo tassello del federalismo municipale atteso entro luglio: il dlgs sull’autonomia fiscale dei comuni. Il provvedimento che sarà oggi sul tavolo di Palazzo Chigi ricalca molto da vicino quello anticipato sul Sole 24 Ore di martedì. Anziché fissare i livelli delle prestazioni nelle funzioni fondamentali che comuni e province si vedranno finanziare e perequare al 100%, il testo preferisce tracciare il percorso con cui arrivarci. Il compito di determinarli spetterà alla società sugli studi di settore Sose Spa che metterà a frutto la conoscenza maturata nella gestione di 206 studi rivolti a 3,5 milioni di contribuenti. Avvalendosi della collaborazione in qualità di «partner scientifico» dell’Ifel, l’istituto per la finanza e l’economia locale dell’Anci. La novità principale riguarda le variabili che Sose Spa dovrà utilizzare per elaborare le metodologie destinate alla determinazione degli standard. Accanto alla spesa storica, alla presenza o meno di zone montane, al numero di abitanti e alle esternalizzazioni, nelle ultime ore è comparso il riferimento «al personale impiegato,alla efficienza, all’efficacia e alla qualità dei servizi erogati nonché al grado di soddisfazione degli utenti ». Per evitare di penalizzare chi spende solo apparentemente di più perché in realtà fornisce una prestazione oggettivamente migliore. A tal fine la società sugli studi potrà preparare i questionari da inviare a comuni e province che avranno 60 giorni per fornire via internet tutti i dati strutturali e di bilancio richiesti. In caso di mancata risposta gli enti inadempienti si vedranno bloccare ogni trasferimento finché non si metteranno in regola. Una volta fissate le metodologie – ed è un’altra modifica dell’ultimora – Sose Spa dovrà sottoporle alla commissione tecnica paritetica (Copaff) guidata da Luca Antonini che avrà 15 giorni per presentare le sue osservazioni. Quindi andranno recapitate prima al dipartimento delle Finanze e poi a ragioneria generale, ministero dell’Economia e Copaff. Al termine dell’intero processo i fabbisogni confluiranno in un dpcm (e non più in un decreto ministeriale) che sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale e messo on line sui siti degli enti locali. La loro applicazione avverrà con «gradualità» come recita l’articolo 6 del dlgs. L’addio alla spesa storica comincerà nel 2012 ma, per un terzo delle funzioni, i fabbisogni dovranno essere pronti nel 2011. Laddove il panel andrà completato nel 2013. Ed è allora che scatteranno i tre anni previsti per l’entrata a regime. Dopo l’ok odierno il decreto dovrà superare l’esame della conferenza stato-regioni e della commissione bicamerale sul federalismo per poi tornare (dopo l’estate) a Palazzo Chigi e incassare il sì definitivo. Prima delle ferie dovrebbe arrivare il via libera preliminare sull’altro dlgs annunciato: quello sull’imposta «municipale» sugli immobili e sulla cedolare secca al 23 per cento. Il termine concordato con i sindaci indica il 31 luglio come dead line per l’approvazione. Ma i lavori vanno a rilento tant’è che i comuni cominciano a essere preoccupati sul rispetto dei tempi da parte del governo. In sede tecnica, infatti, deve ancora partire il confronto sui dati del gettito. E una nuova riunione ci sarà solo la prossima settimana.

OGGI IL DECRETO

Gli obiettivi
Il decreto atteso oggi indica il percorso per la determinazione dei fabbisogni standard di comuni e province. Intesi come la quantità efficiente ed efficace di servizi che gli enti dovranno erogare nelle loro funzioni fondamentali: ad esempio scuola, trasporti, servizi sociali per i comuni; viabilità e sviluppo economico per le province. La spesa per garantirli sarà finanziata e perequata al 100%

Il meccanismo
I fabbisogni saranno calcolati da Sose Spa che si avvarrà del supporto dell’Ifel-Anci. Nelle variabili di cui tener conto accanto a spesa storica, abitanti, esternalizzazioni e variabili territoriali, spuntano il personale, i servizi erogati e la soddisfazione degli utenti

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