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Nel bilancio comunale spunta un buco da 40 milioni di euro

NAPOLI – A poco più di quattro mesi dall’approva-zione del bilancio di previsione 2010, votato dall’aula lo scorso 30 aprile, il Comune di Napoli si ritrova un buco nei conti di circa 40 milioni e debiti fuori bilancio per altri 15, a riprova che il fenomeno delle spese effettuate dagli uffici oltre la previsioni di bilancio non si arrestano; e che un freno al fenomeno non è stato minimamente apportato. Numeri, dunque, da brividi; numeri che fanno vacillare la già sgangherata macchina comunale e che costringono l’assessore alle Finanze, Michele Saggese, ad una manovra di riequilibrio e a tagli del 4 per cento un po’ in tutti i settori, tranne che sul fronte delle spese per i fornitori e quelle per il personale. Della cosa lo stesso Saggese ne ha discusso due sere fa in una riunione informale di giunta, quando ha anche spiegato ai colleghi assessori che eventuali soldi non investiti, cioè non utilizzati dai loro assessorati, saranno dirottati altrove. Nessuno ha esultato, ovviamente. La copertura di questo improvviso buco, che dagli uffici del bilancio fanno sapere sia attribuibile in parte ai tagli stabiliti dalla Regione per circa 22 milioni (12 alla voce Trasporti e una decina per le Politiche sociali), avverrà quindi riducendo la spesa per almeno 20-25 milioni di euro, mentre il resto sarà recuperato – ma questa è solo una speranza dell’assessore – aumentando le entrate sul fronte della lotta all’eva-sione della Cosap, cioè la tassa per l’occupazione di suolo pubblico che oggi evadono in tanti. Altra fonte di introiti, secondo il Comune di Napoli, dovrebbero essere i soldi per la pubblicità, settore che per i tecnici di Palazzo San Giacomo potrebbe rendere molto ma molto di più ma che deve fare i conti con migliaia e migliaia di cartelli abusivi sparsi un po’ ovunque. Non si riscatta invece il settore della riscossione delle multe automobilistiche: sempre nel bilancio di previsione, Saggese aveva annunciato maggiori incassi anche grazie all’utilizzo dei vigili urbani che avrebbero, fuori dall’orario di lavoro, notificato a casa i verbali percependo circa 4 euro per ogni multa notificata. Invece non se n’é fatto nulla, perché i vigili urbani avrebbero preteso oltre al gettone per ogni notifica anche lo straordinario, mentre il Comune non intendeva riconoscerlo. Morale: le multe continuano ad arrivare a casa con notifiche che spesso si prestano a ricorsi, e i sei mesi di esperimento annunciati ad aprile sono oramai quasi trascorsi. Per ora, ma solo per la campagna elettorale che sta alle porte, non si parla di nuove tasse, anche se nessuno può escluderle d’ora in avanti visti i conti. La manovra correttiva di bilancio approderà in aula per il voto tassativamente entro il 30 settembre. Oltre questo termine scatterebbe, in caso di mancata approvazione del-l’assemblea cittadina, anche lo scioglimento del Comune. Saggese è decisamente preoccupato, anche perché sa bene che, pur avendo annunciato tagli fatti in maniera analitica, quindi spulciando le spese degli assessorati voce per voce, col tempo che stringe è assai più probabile che i tagli alla fine arriveranno in maniera orizzontale, un po’ come è stato per la manovra finanziaria del governo che, decisa una percentuale, è andato avanti applicando la stessa misura per ogni ministero. Si salverà presumibilmente solo la spesa sociale, mentre il Comune dovrà dare soldi sia all’Asìa e, soprattutto, all’Anm, finita sotto la scure di Palazzo Santa Lucia che ad agosto ha annunciato un taglio da 4 milioni nei conferimenti. Saggese sa che deve recuperare 12 milioni per l’Azienda napoletana di mobilità. E deve farlo in fretta, anche per evitare di correre il rischio che le vetture restino ferme in deposito.

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