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Negozi, si lavorerà 23 festivi

E’ fatta. Dopo quattro mesi di faticose trattative e clamorose rotture, si è firmato ieri in Palazzo Vecchio l´accordo su orari e aperture dei negozi che sostituisce il vecchio scaduto. La novità più importante è che per la prima volta si tratta di area vasta e di ben 20 Comuni tra Firenze, Pistoia e Prato. Cambiano anche le domeniche in cui i negozi possono restare aperti fuori dai centri storici che hanno regole loro. Le festività in deroga passano da 20 a 23: 22, più la festa del santo patrono. Questo il numero fisso. Quali, verrà deciso Comune per Comune in accordo con tutte le parti che ieri hanno firmato a Firenze, ovvero associazioni di categoria, sindacati, associazioni dei consumatori: Confesercenti, Confcommercio, Federdistribuzione, Cgil, Cisl e Uil, Confcoopertive, Assocooperative, Legacoop. Le regole varranno per Firenze, Prato, Pistoia, Agliana, Bagno a Ripoli, Calenzano, Campi Bisenzio, Carmignano, Fiesole, Lastra a Signa, Montale, Montemurlo, Poggio a Caiano, Quarrata, Scandicci, Serravalle Pistoiese, Sesto Fiorentino, Signa, Vaiano e Vernio. In modo da evitare episodi di concorrenza ai confini. La patata bollente su cui si era consumata la rottura tra sindacati e amministrazioni era stata l´eventualità ventilata dai Comuni di poter liberalizzare con una semplice delibera, come il 1° maggio a Firenze, anche le festività cosiddette intoccabili (Natale, Santo Stefano, 1° dell´anno, 25 aprile, Pasqua, Pasquetta, 1° maggio, ferragosto) stabilite dalla legge regionale sul commercio. «Alla fine siamo riusciti a accordarsi sul fatto che in casi eccezionali potranno, sì, venire concesse deroghe anche per queste festività, ma solo in seguito a concertazione e programmazione. Lo stesso per le notti bianche. Come stabilisce la legge regionale – spiega la segretaria Filcams Cgil fiorentina, Barbara Orlandi – L´accordo è ovviamente una mediazione, ma perlomeno garantisce regole certe». Soddisfatto il vicesindaco Nardella: «E´ un accordo condiviso che uniforma i comportamenti di 20 comuni e che porterà benefici ai cittadini, ai lavoratori e alle imprese». Positivo anche il giudizio del segretario provinciale Confesercenti, Nico Gronchi: «C´è un elemento di equilibrio tra negozi e grande distribuzione tramite il principio di sostenibilità degli orari e delle aperture».

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