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Mobilità, l’Anci chiede un’Italia ciclabile

I sindaci vogliono un’Italia ciclabile: in una bozza dell’Anci per il Ministero dei trasporti e infrastrutture, anticipata dall’agenzia di stampa Adnkronos, vengono infatti proposte delle modifiche al Codice della strada, attualmente in fase di revisione alla Commissione trasporti della Camera, che se adottate potrebbero trasformare radicalmente lo stato delle strade italiane, almeno in ambito urbano.
Il documento, presentato nella giornata di giovedì 31 ottobre durante una riunione ristretta nella sede romana dell’Anci, prevede una serie di misure che rispondono a un principio di base, esplicitato nella premessa: occorre “procedere a una revisione organica del Codice per favorire la mobilità ciclistica e pedonale in città. Il Codice deve ispirarsi esplicitamente ai principi di mobilità sostenibile”, fino a ribaltare l’onere della prova in caso di incidente: “l’utenza debole va tutelata attribuendo l’onere della prova al soggetto meno vulnerabile”.
Sono molte le misure proposte: al primo punto, “tracciare una corsia ciclabile in continuità” sulle strade urbane nella mano destra; il posizionamento avanzato ai semafori (e la loro ristrutturazione con una lanterna specifica per i ciclisti) rispetto agli altri veicoli, per favorire la ripartenza al verde. 
I sindaci chiedono inoltre di prevedere parcheggi a spina di pesce sulla mano sinistra per favorire le corsie ciclabili su quella destra; il doppio senso di circolazione “sempre ammessa e senza vincoli di larghezza minima” per le biciclette in vie a senso unico; cessazione dell’obbligo di uso delle piste ciclabili, così come di quello di pedalare sul bordo della carreggiata (quindi sorpasso autorizzato).
Per quanto riguarda l’infortunio in itinere, l’Anci chiede che lo spostamento in bici casa-lavoro e per ragioni di servizio sia riconosciuto dall’Inail alla pari del trasporto pubblico; viene inoltre favorito il parcheggio negli spazi condominiali, togliendo al condominio la potestà di vietarlo; il limite di velocità in ambito urbano va portato da 50 a 30 km/h. Secondo quanto si apprende, questa misura sarà inserita entro dicembre nel decreto ministeriale che fissa le linee guida del nuovo Codice della strada.
Infine, viene proposta una profonda revisione dell'”arredo delle zone residenziali, ovvero delle “aree del centro storico e di altri quartieri di viabilità locale, privi di strade di attraversamento. In essi -si legge nel documento- si vuole favorire al massimo la circolazione dell’utenza debole e indurre i conducenti di auto e moto a mantenere una andatura estremamente prudente e moderata. Si vuole favorire la sosta e il riposo del pubblico, le attività di pubblico esercizio nella via, in generale il passeggio, lo shopping, e momenti di incontro”.
Un piccolo passo per le bici. Un grande passo per le città italiane.

(Fonte: Eco dalle città)

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