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Missioni, clandestini e rifiuti al banco di prova

Tre decreti legge, tre nervi scoperti per la maggioranza. Su missioni all’estero (al Senato), emergenza rifiuti a Napoli (Camera), espulsione coatta dei clandestini (Senato) il Governo affronta in Parlamento le ultime curve pericolose in vista dello stop ai lavori prima delle ferie estive. E questa settimana tutti i nodi andranno risolti, in un modo o nell’altro, in un testa a testa sempre più teso tra il Pdl e la Lega che ormai da tempo sta contribuendo a frenare i lavori parlamentari. Cominciano da domani altre giornate cruciali per la XVI legislatura. Con calendari che inevitabilmente potranno cambiare di ora in ora e che non potranno non risentire dello strappo del Carroccio sull’arresto del deputato Pdl Alfonso Papa concesso dalla Camera la settimana scorsa e sul salvataggio invece al Senato di Alberto Tedesco del Pd. Intanto in aula al Senato si ricomincerà con la ripresa dell’esame del Dl 107 sulle missioni all’estero, duramente contestato dalla Lega: la patata bollente del voto è stata rimandata la settimana scorsa, ma da domani si torna a votare anche se una mediazione di maggioranza sembra possibile. Senza scordare che il decreto, in scadenza il 10 settembre, deve passare sotto le forche caudine della Camera tra altri sette giorni, proprio nella settimana prima del (presunto) inizio delle ferie estive di deputati e senatori. Ma ancora il Senato dovrà intanto occuparsi, in commissione e poi in assemblea, del Dl 89 sull’espulsione dei clandestini. Già approvato dalla Camera non senza difficoltà e mal di pancia nella maggioranza e con l’opposizione, anche questo decreto legge dovrà farsi largo di gran carriera nel calendario dei lavori, visto che scade il 22 agosto e verosimilmente potrà arrivare al voto dell’aula di palazzo Madama solo la prossima settimana. Terzo decreto legge, terza incognita sul tappeto: il Dl 94 sull’emergenza rifiuti a Napoli, che sette giorni fa l’assemblea di Montecitorio ha rinviato in commissione (Ambiente) con i leghisti ancora una volta contro il Governo e dopo che lo stesso Esecutivo è andato sotto nella votazione di una mozione del centrosinistra. Ora il Governo deve decidere le prossime mosse: lasciar decadere il provvedimento (scade il 30 agosto) o farne un altro, anche se una recente sentenza del Consiglio di Stato ha di fatto aperto le porte alla possibilità di far “girare” più liberamente i rifiuti, proprio come il Carroccio assolutamente non vuole. Decreti legge in cima all’agenda di Camera e Senato, dunque. Anche se nel panorama stagnante dei “normali” disegni di legge, qualcosa si muove. Ecco così, a Montecitorio, arrivare in aula la Comunitaria 2010; e al Senato spuntare per il voto il Ddl sull’inapplicabilità del giudizio abbreviato ai delitti puniti con l’ergastolo. Ma in commissione si va a rilento e molti provvedimenti torneranno d’attualità solo in settembre, dallo statuto delle imprese (Senato) alla riforma del-l’avvocatura (Camera). Tutta la scottante pratica della giustizia viene naturalmente tenuta nei cassetti dal Governo. Unica eccezione importante sarà il parere della bicameralina sull’ottavo tassello del federalismo fiscale su premi e sanzioni agli amministratori locali in default, per i quali però sono in vista sconti di “pena”.

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