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Ministro Orlando, obiettivo azzerare infrazioni Ue

L’azzeramento delle procedure d’infrazione europee che per il Ministero dell’ambiente sono 29 su un totale di 106 dell’Italia “non è solo per una questione di credibilità del Paese, ma riguarda l’evoluzione delle politiche ambientali in Italia”. E l’azzeramento del lungo elenco delle infrazioni – dal danno ambientale alle discariche, dalle sostanze pericolose alla pulizia dell’acqua, dalla gestione dei rifiuti alla caccia – è l’obiettivo numero uno del Ministro dell’ambiente, Andrea Orlando. Parlando in audizione assieme al collega per gli Affari Europei Enzo Moavero alle Commissioni ambiente e politiche comunitarie della Camera sulle politiche di indirizzo europeo sulle tematiche ambientali, Orlando ha aggiunto che “noi seguiamo in modo disciplinato le direttive europee ma in alcuni casi, come quello dell’inquinamento causato dalle buste di plastica, si può contestare alcuni punti della normativa quando confliggono con gli obiettivi che ci siamo dati, cioè la lotta all’inquinamento da microplastiche”.
Con 106 procedure d’infrazione, l’Italia è prima nella lista nera dei Paesi della Ue, e se non risolte portano al pagamento di sanzioni salate. “Talvolta costano meno gli interventi preventivi rispetto al pagamento di sanzioni” ma “c’e’ una irragionevolezza amministrativa, anche a livello locale, nel non mettersi in regola che impatta anche sul benessere e la salute delle persone” ha detto Moavero annunciando che “presenteremo a breve una legge bis europea e di delegazione europea per far fronte a tutte le procedure”. “Siamo gravemente inadempienti e la coscienza deve rimordere nei confronti dei cittadini” perché in molti casi “hanno conseguenze sulla salute”, ma “l’impegno del governo è estremamente forte, c’è una forte motivazione”.
Anche perché “innescare la green economy è utile per la crescita, per creare occupazione e rilanciare le pmi”.
Per affrontare il tema delle infrazioni “se vediamo gli scogli che abbiamo di fronte capiamo le difficoltà da affrontare – ha spiegato Orlando – Una è il rapporto con le Regioni e con altri ministeri, anche per la divergenza di obiettivi che questi ultimi si danno” quindi “occorre mettere in campo un coordinamento forte a livello regionale” anche per il “forte peso politico di alcune aree metropolitane. Quindi bisogna vedere come riordiniamo i poteri per decidere meglio, per risolvere l’equilibrio fra centro e periferia” che manca su alcune competenze. Orlando ha poi detto che “avere un numero così alto di infrazioni alla vigilia della presidenza italiana non è uno spot positivo”.
Le 29 infrazioni in materia ambientale “non sono tutte di competenza unica dell’Ambiente – ha sottolineato Moavero – ma anche altri ministeri come quelli della Salute o dello Sviluppo economico o di Regioni. L’accavallarsi di competenze è una fonte grandissima di complicazione per iter legislativi”. Per questo, secondo il Ministro “è fondamentale interagire tra governo e parlamento e con i livelli regionale e locale” a livello normativo. Poi, bisogna riflettere su come i fondi strutturali europei possano essere utilizzati per interventi sull’ambiente.
Per il presidente della Commissione ambiente della Camera Ermete Realacci, è “importante intervenire rapidamente, usare gli indirizzi europei per migliorare le nostre politiche sul fronte ambientale e della sostenibilità, per rilanciare la nostra economia puntando su innovazione, ricerca e green economy”.
Un’occasione importante potrebbe essere “la prossima legge Comunitaria. Se riuscissimo a realizzare questo obiettivo faremmo un grande servizio al Paese”.

(Fonte: Ansa)

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