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Mini-rata Imu, la soluzione nel ddl stabilità

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Evitare che i cittadini paghino il residuo della seconda rata dell’Imu è ormai la missione prioritaria. La minirata da versare per chi è proprietario di casa infiamma il dibattito politico, e rischia di creare anche dissapori tra i comuni, mentre il Governo sta censendo tutte le città (come per esempio Milano) che hanno elevato l’aliquota, così da calcolare le eventuali risorse necessarie per abolire anche questa rata.
Il Governo cerca dai 150 ai 200 milioni di euro. L’idea che si palesa è quella di aumentare l’acconto Iva, portando il versamento oltre l’attuale 88%. Idea che trova la netta opposizione di associazioni di imprenditori, come per esempio Confimi e la Cgia di Mestre.
“Stiamo cercando una soluzione per superare il disagio dei cittadini”, assicura il Ministro per le infrastrutture Maurizio Lupi. Ma un’altra grana giunge dai dubbi sollevati anche dentro la maggioranza e non solo sulla rivalutazione delle quote di Bankitalia, una delle coperture del decreto che abolisce l’Imu.
Dubbi che il Tesoro ridimensiona: “Non c’è alcuna violazione della Costituzione nelle norme sulla rivalutazione delle quote del capitale della Banca d’Italia per le quali il Governo ha utilizzato lo strumento del decreto-legge. Le critiche sollevate sono assolutamente immotivate”. “Il decreto Imu ha privatizzato un asset pubblico come la Banca d’Italia solo allo scopo di finanziare l’eliminazione della tassa sulla prima casa”, evidenziano invece i capigruppo di Sel a Camera e Senato, Gennaro Migliore e Loredana De Petris.
Sull’operazione Bankitalia sono critici anche Guido Crosetto e Giorgia Meloni, di Fratelli d’Italia. Per ora l’unica cosa certa è lo strumento legislativo con cui eventualmente si interverrà sulla mini-rata: non sarà il decreto che abroga la seconda rata 2013, ma la legge di stabilità 2014 che ha appena iniziato il suo iter in Commissione bilancio.
Il Governo, a sua volta, attende il 9 dicembre, giorno entro il quale i comuni possono comunicare le aliquote.
A questi problemi tecnici si aggiungono quelli politici, appunto, con una grossa fetta del Pd da sempre contrario all’abolizione dell’Imu per tutti, compresi i ricchi e i benestanti: “È una bandierina di Brunetta”, commenta Matteo Renzi.
Un segnale lo manda anche il presidente dell’Anci, Piero Fassino. Da sindaco di Torino ha annunciato che la sua città non chiederà il pagamento della mini-rata Imu di gennaio, questo nonostante le aliquote decise sono superiori a quelle base stabilite dallo Stato.
Poi c’è il malumore di quei sindaci “virtuosi” che non hanno alzato le aliquote perché hanno saputo gestire i bilanci, e ora vedrebbero premiati i loro colleghi che invece hanno aumentato l’Imu per far quadrare i conti. Questi ultimi vengono criticati da Fabrizio Cicchitto (Ncd): “Hanno ulteriormente elevato la pressione fiscale. C’è un nodo della finanza locale che è un autentico buco nero”.
Il problema però, come sottolinea il Ministro Lupi, è l’incertezza, più che un eventuale piccolo esborso solo da parte di pochi cittadini di poche città: “È una cosa minima, importi di pochi euro, ma che crea confusione”. Senza contare che esso provocherebbe le polemiche di Forza Italia. A livello parlamentare, Luigi Bobba e Michele Anzaldi del Pd propongono di coprire la mini-rata di gennaio con una “rimodulazione della tassazione sull’azzardo legale”. Il loro emendamento alla legge di stabilità è già pronto.

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