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Mini Imu e Tares: il giorno dell’addio

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Scadono oggi mini Imu e ultima rata Tares, le tasse locali per eccellenza, quella sulla prima casa e la corrispettiva sui rifiuti prodotti.

In realtà si tratta, nel caso della mini Imu, non già della tassa, ma del conguaglio richiesto dal Governo, incapace di coprire l’intero ammontare della seconda rata di dicembre. Il totale in questione è ciò che, nelle ultime settimane, ha scatenato la rabbia dei contribuenti, lasciando i Caf e i commercialisti inermi di fronte all’assalto dei numerosissimi padroni di casa costretti a versare un obolo imprevisto e, soprattutto, quasi indefinibile. Generalmente i conti definitivi non hanno superato le poche decine di euro, suscitando, per la loro complessità,l’insolito paradosso della spesa più elevata per la consulenza che per la tassa in sé.

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In totale sono quasi 2mila e 400 i comuni dove entro oggi si dovrà pagare la mini Imu, cioè quelli dove l’aliquota base del 4 per mille, nei mesi scorsi, ha subito un incremento a seguito di delibera amministrativa decisa dalla giunta.

Simile il discorso per la Tares, la tassa sui rifiuti, che non andrà pagata ovunque, ma solo in quei comuni ove non si sia provveduto alla riscossione entro lo scorso 16 dicembre: in questi casi si dovrà versare la terza e ultima rata del tributo.

Un destino comune attende Imu prima casa e Tares: entrambe, infatti, lasceranno il passo alla Iuc, la nuova Imposta sugli immobili,che debutterà nei prossimi mesi, come stabilito in legge di stabilità. Al suo interno due componenti: la Tasi e la Tari che, rispettivamente, sostituiranno Imu prima casa e Tares. Resterà al suo posto, invece, l’attuale imposta vigente per le seconde case e le abitazioni di lusso.

Oggi, intanto, in Parlamento è tutto bloccato per la fiducia posta dal Governo al decreto Imu-Bankitalia, proprio quello che, lo scorso novembre, istituì l’inatteso pagamento della mini Imu. Scontato il sì di Montecitorio, la conversione in legge dovrebbe avvenire la settimana prossima.

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