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Milleproroghe: le disposizioni su banda larga e innovazione

Nel milleproroghe durante l’esame al Senato è entrato di tutto, di più. Tanto che dopo i rilievi del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che ha richiamato l’attenzione sull’ampiezza e sulla eterogeneità delle modifiche («sembra una finanziaria»), il governo ha annunciato, tramite l’intervento in aula del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che saranno corretti immediatamente le norme non gradite al Quirinale. Con un maxiemendamento sul quale il governo ha già autorizzato la fiducia.
Vediamo le novità in tema di banda larga e innovazione:

Fondo per il passaggio al digitale (articolo 2, comma 4-decies). Prorogata per l’anno 2011 l’applicazione degli interventi previsti dall’articolo 1, commi 927, 928 e 929 della legge 296/2006 (legge finanziaria 2007), autorizzando la spesa di 30 milioni di euro per il 2011 per il rifinanziamento del Fondo per il passaggio al digitale. Il Fondo è stato istituito presso il ministero delle Comunicazioni (ora ministero dello Sviluppo economico) per diffondere la tecnologia della televisione digitale sul territorio nazionale, per la realizzazione di specifici interventi: incentivazione della produzione di contenuti di particolare valore in tecnica digitale; incentivazione del passaggio al digitale terrestre da parte del titolare dell’obbligo di copertura del servizio universale; progettazione, realizzazione e messa in onda di servizi interattivi di pubblica utilità diffusi su piattaforma televisiva digitale; transizione al digitale da parte di famiglie economicamente o socialmente disagiate; sensibilizzazione della popolazione alla tecnologia del digitale.

Internet point (articolo 2, comma 19). Si interviene sulla normativa dettata dal decreto Pisanu, che ha introdotto alcune limitazioni all’esercizio e all’uso delle postazioni pubbliche per comunicazioni telematiche e dei punti di accesso a internet mediante tecnologia senza fili (internet point). Tale normativa prevede l’obbligo di richiesta della licenza, al questore, in capo a chiunque intenda aprire un pubblico esercizio o un circolo privato di qualunque natura che abbiano come caratteristica la messa a disposizione del pubblico, dei clienti o dei soci di apparecchi terminali utilizzabili per le comunicazioni, anche telematiche. La licenza non è richiesta nel caso in cui s’intenda installare solo telefoni pubblici a pagamento abilitati esclusivamente alla telefonia vocale. La disposizione, in virtù del testo originario, esplicava effetti limitati nel tempo a decorrere dal quindicesimo giorno successivo all’entrata in vigore della legge di conversione del dl 144/2005 e cioè sino al 31 dicembre 2007. L’applicazione della norma è stata più volte prorogata e da ultimo fino al 31 dicembre 2010. La norma in esame proroga a sua volta tale termine fino al 31 dicembre 2011, specificando peraltro che la normativa Pisanu si applica solo a chiunque, quale attività principale, apra un pubblico esercizio o un circolo privato, nel quale sono posti a disposizione del pubblico, dei clienti o dei soci apparecchi terminali utilizzabili per le comunicazioni anche telematiche.

Wi-fi. Slitta ancora, stavolta al 31 marzo 2011, l’accesso ai servizi erogati in rete dalle pubbliche amministrazioni con strumenti diversi dalla carta d’identità elettronica e della carta nazionale dei servizi

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