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Milano, falde acquifere inquinate sequestrata l’area ex Montedison

MILANO – Un quartiere avveniristico, a misura d´uomo, progettato da un mostro sacro dell´architet-tura come Norman Foster, che ora si scopre essere stato costruito su una montagna di veleni. E così, da ieri, l´intera area di Santa Giulia, un milione di metri quadri – per un valore di un miliardo di euro – alla periferia sud-est di Milano, fiore all´occhiello, prima del fallimento, dell´imprenditore Luigi Zunino, è sotto sequestro. I sigilli li hanno messi i militari del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza dopo che l´Arpa, l´agenzia regionale per l´ambiente, ha depositato in procura la sua relazione con la quale ha spiegato ai pm come era stata realizzata la bonifica dall´imprenditore Giuseppe Grossi. Risultato: l´acqua di due delle tre falde sottostanti il quartiere è avvelenata da sostanze cancerogene come i solventi clorurati, il mercurio, il tricloroetilene, con valori fino a cento volte superiori ai limiti di legge. Sostanze dannose per la fertilità e la gravidanza, eredità degli impianti della Montedison che un tempo producevano lì. Macerie e scorie di acciaierie sepolte in modo abusivo dove poi sarebbero dovute sorgere palazzine. Un degrado che una degli indagati nell´inchiesta, Cesarina Ferruzzi, ha descritto come «una bomba biologica». Una «situazione grave di degrado», scrive il giudice Fabrizio D´Arcangelo, che ha eseguito il sequestro su richiesta dei pm Laura Pedio e Gaetano Ruta, sequestro che ora rischia di ripercuotersi sul futuro di Risanamento, la società proprietaria, che stava cercando di risollevarsi con l´aiuto delle banche dopo il fallimento. La notizia del sequestro ha fatto sì che il titolo del gruppo precipitasse in Borsa: – 8,48% a 0,34 euro. Il nuovo filone d´indagine scaturisce dall´inchiesta che aveva portato, a ottobre, all´arresto di Giuseppe Grossi, il re delle bonifiche nelle aree ex industriali, e di Rosanna Gariboldi, ex assessore a Pavia e moglie del potente parlamentare del Pdl Giancarlo Abelli, molto vicino al governatore Roberto Formigoni. Ora accanto a Grossi e a Zunino risultano iscritti nel registro degli indagati altre sette persone. Tra queste anche l´ingegnere Claudio Tedesi, esperto di bonifiche in tutt´Italia, dalla Fibronit di Bari all´area di Bagnoli. E Vincenzo Bianchi, rappresentante legale della Lucchini e Artoni, società di movimento terra già oggetto d´indagini, in passato, per contatti con società legate ai clan. La contaminazione riguarda una zona non ancora edificata ma anche il parco Trapezio, vicino al quale si trovano una scuola e alcuni palazzi. Lì, sotto terra, sono stati trovati cumuli di materiali sospetti come piastrelle, plastica, pezzi di asfalto, tondini in ferro e manufatti in cemento. Peggiore invece la situazione della falda sospesa (7 metri di profondità), e della prima falda (25 metri di profondità. Tra le sostanze scoperte, secondo l´Arpa, ve ne sono alcune «a rischio di riduzione della fertilità e di danno ai bambini non ancora nati». Da chiarire il problema delle «anomalie» nei controlli e nei procedimenti amministrativi da parte degli enti pubblici. Grossi, intanto, è indagato anche per un´altra mancata bonifica, quella dell´ex Sisas di Pioltello, in provincia di Milano. Il proprietario dell´area, l´imprenditore Luciano Falciola, è stato condannato a cinque anni e sei mesi di carcere per aver sperperato i fondi destinati alla bonifica.

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