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Mezzogiorno senza risposte

La manovra non dà risposte al sud e il federalismo fiscale sarà il banco di prova delle reali volontà politiche del governo sul rilancio del mezzogiorno. «È lì, col federalismo, che si gioca la partita decisiva ». Michele Iorio, governatore del piccolo Molise in quota Pdl e vice presidente della conferenza delle regioni, accoglie con favore le più recenti aperture del governo alle regioni. Ma mette in guardia: la manovra va cambiata, e a fondo. Presidente Iorio, il governo rilancia il tavolo con le regioni dopo la manovra. È d’accordo? È quello che le regioni hanno sempre chiesto. Spero che l’obiettivo del governo sia cambiare la manovra nella sostanza. Però le porte sono chiuse: i saldi non si toccano… Così com’è la manovra è insostenibile perché, se non corretta, renderà ingestibili le deleghe di nostra competenza. In Molise, ad esempio, diventerebbe ingestibile il trasporto pubblico locale dei treni. Bisogna che il governo ci metta mano, altrimenti non potremo neppure reperire finanziamenti autonomi della regione. Si pensa di premiare le regioni virtuose. Teme per il sud? Se per virtuosità intendiamo lo stato economico degli enti, è evidente che per il sud sarebbe penalizzante. Se invece per comportamenti virtuosi intendiamo gli impegni che si stanno assumendo in questa fase in molte regioni del sud, allora credo che si possano trovare soluzioni concordate. “Virtuosità” vuole dire anche riequilibrare nord e sud. Sembra un rilancio: la manovra non basta al sud? In questa fase non c’è alcun provvedimento in questa direzione. Io conto che il governo ponga la questione del mezzogiorno all’interno delle decisioni che si prenderanno sul federalismo fiscale. È lì che si gioca la partita. Oggi non conosciamo i provvedimenti che saranno assunti. Ma io credo che il federalismo fiscale possa essere una opportunità per il sud se lo si realizza in tutte le parti: virtuosità, spesa sui modelli standard, ma anche riequilibrio e solidarietà. A quel punto vedremo, anche con altre iniziative annunciate come il tavolo di Fitto sui fondi non utilizzati e da utilizzare. Iniziative apprezzabili, certo. Ma ad oggi, ripeto, si ha la sensazione che i provvedimenti adottati non tengono conto dei problemi del mezzogiorno. Sulla sanità, intanto, dopo le promesse avete incassato risultati? Finora no. Siamo in attesa di decisioni. Che ormai però sono indispensabili perché tra risanamento della sanità e patto di stabilità, siamo arrivati a un incrocio micidiale. E guardi che la sanità sta diventando un problema serio anche al nord. La sua regione intanto rischia le super addizionali. Spera di riuscire a evitarle? Certo, e lo abbiamo chiesto da subito. Non credo che l’aumento delle tasse sia compatibile con una situazione di difficoltà e di crisi come l’attuale. Tra l’altro sono sicuro che le proposte del Molise in discussione al tavolo tecnico col governo, siano in grado di risolvere i problemi della sanità nella nostra regione e dunque di evitarci le addizionali oltre il tetto massimo.

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